Pirandelliana
19 Febbraio 2026
Ciascuno di noi indossa una maschera.
Sì, perché la vita ci ha dato una faccia, non una protezione per vivere civilmente. E la maschera ci protegge da ciò che siamo; così finiamo per abbandonare la faccia in favore della maschera.
Tutti, nessuno escluso. Eppure ciascuno parte senza sapere di fissare la propria maschera, per paura della faccia che nasconde.
La mia faccia? Vi parrà strano, ma è simile a quella di chi è obnubilato da una fede: io, laico, cinico, mangiapreti e carote. Deliranti seguaci di eresie che si umiliano per un Signore che appare puro, che si sente puramente forte e invece è fragile.
Dice, il Signore, di non avere bisogno dei bisognosi, mentre indossa la maschera cinica di chi finge di non avere paura.
Sentivo, pregando la fede, che essa — pregata — sentiva se stessa compiuta.
«Non mi conoscevo affatto, non avevo per me alcuna realtà mia propria; ero in uno stato come di illusione continua, quasi fluido, malleabile; mi conoscevano gli altri, ciascuno a suo modo, secondo la realtà che m’avevano data; cioè vedevano in me ciascuno un Moscarda che non ero io, non essendo io propriamente nessuno per me: tanti Moscarda quanti essi erano.»
Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila


