Febbraio non è più il mese degli Afrodiscendenti?

Febbraio non è più il mese degli Afrodiscendenti?

20 Febbraio 2026 0 Di Davide Venditti

Febbraio è quasi finito e nessuno se n’è accorto. Il mese dedicato alla storia delle comunità afrodiscendenti passa inosservato. Il perché? L’attenzione collettiva è esaurita.

La verità è più scomoda. Le persone percepiscono una distanza crescente tra le celebrazioni simboliche e i problemi concreti che mordono ogni giorno: inflazione, immigrazione illegale, lavoro fragile, servizi che arretrano, sicurezza incerta, guerre alle porte dell’Europa.

Oltre al fatto che, di notizie, questo Febbraio è pieno; si è creata una forma di indifferenza difensiva.

Troppe cause, troppe ricorrenze, troppe emergenze morali che chiedono adesione immediata. Una società bombardata da richieste di attenzione finisce per non concederne più a nessuno.

E così il mese scorre senza clamore. Non perché la storia sia meno vera. Ma perché il rito ha perso forza. Quando la memoria diventa routine, smette di scuotere. Resta un calendario da spuntare.

Il problema è che tutto pretende di importare allo stesso modo. E quando ogni tema è presentato come decisivo, nessuno lo è davvero.

La stanchezza non è un’opinione politica. È un sintomo. E ignorarla, fingendo entusiasmo dove c’è saturazione, non riaccenderà l’interesse. Lo consumerà del tutto.