Il carnevale di quaresima, Latina miscredente

Il carnevale di quaresima, Latina miscredente

21 Febbraio 2026 0 Di Lidano Grassucci

Sapete che non ho il dono della fede, un dono dentro cui però sono cresciuto e attraverso il quale continuo a leggere il tempo. Perché, in fondo, la religione è anche una questione di tempo.
Il Carnevale è l’ultimo tempo della carne, della festa, prima della Quaresima: il tempo del digiuno, del sacrificio, dell’attesa. È il tempo in cui il cristiano si prepara al sacrificio di Dio che offre il Figlio per la salvezza dell’umanità. Solo con la Pasqua, con la resurrezione, tornerà il tempo della carne, della gioia e della festa.
Il Carnevale finisce con il martedì grasso. Finisce.
E invece a Latina? Il delirio festante, l’idea che tutto sia sempre Carnevale e che non esista mai la Quaresima, sta nel fatto che proprio la prima domenica di “non festa” sfileranno i carri. Come andare a un funerale in bikini, anche se è inverno: risate in mezzo al pianto. Capisco che l’ assessore Gianluca Di Cocco è ebreo di successo ma…
Perché si digiuna? Semplice: perché per ogni cosa c’è il suo tempo, come dice il libro dell’Ecclesiaste (Qoèlet). Il calendario non è indifferente. C’è un tempo per la festa e un tempo per la rinuncia; e il Carnevale ha senso solo se esiste la Quaresima.
Viviamo la festa perché conosciamo la rinuncia. Il Carnevale vale se rispetti la Quaresima.
Mi spiace dirlo, ma ho l’impressione che anche i preti, ormai, seguano il tempo senza più sentirlo davvero.