Carnevale di Quaresima, la nazione e i patrioti
22 Febbraio 2026È Quaresima. Ma che importa, se facciamo finta che sia Carnevale? Il vescovo è d’accordo, le coscienze pure.
Perché si fa Carnevale in Quaresima? Semplice: a Carnevale pioveva.
Ecco cosa sono diventati la conoscenza e il rispetto per la nostra cultura. Sono laico: i preti non li sopporto, di certo non li sostengo. Ma dietro le cose ci sono radici, e le radici meritano rispetto. Non possiamo non dirci cristiani, sosteneva il liberale Benedetto Croce.
Gli stessi che, nel tempo dell’astinenza, fanno libagione, sono quelli che gridano all’invasione degli stranieri e alla contaminazione di altre fedi. Solo che, prima ancora di temere quelle altrui, ignoriamo le nostre tradizioni.
Chi ha fatto libagione nel tempo dell’astinenza? La destra dei patrioti e della nazione. E gli ipercattolici? Nulla da dire.
Il 17 febbraio, a Campo de’ Fiori, i preti bruciavano Giordano Bruno. Io sto con Giordano Bruno, che voleva sostituire la fede cieca con la conoscenza. Qui, invece, sembra morire la conoscenza per ignoranza.
Si dice: “Ma i bambini si sono divertiti”. E allora perché, nei veri giorni di Carnevale, hanno pianto? Ogni cosa ha il suo tempo.


