Voterò Sì anche per tutelare quelli del no
22 Febbraio 2026Mi occupo in questo periodo del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Per mia natura credo che la distinzione fondamentale sia tra chi sta dalla parte dei cittadini e della loro libertà, considerandoli onesti fino a prova contraria, e chi invece può agire in nome e con la forza dello Stato.
Lo Stato non è un Leviatano se ha limiti e confini. Oggi discutiamo proprio di un confine del potere giudiziario, un potere che può togliere a una persona l’unica cosa più preziosa dopo la vita stessa: la libertà, nella sua dignità.
Da un lato c’è il cittadino, chiunque esso sia; dall’altro un potere pubblico che agisce senza una vera responsabilità diretta e che, nella dialettica tra accusa e giudizio, appare come un unico corpo. Davanti a loro la difesa, che oltre a non avere gli strumenti dello Stato, resta sola. Un due contro uno che non rispetta la lealtà sportiva, né quella dei gentiluomini britannici: due contro uno, con alle spalle il Leviatano dello Stato e la disponibilità delle forze di polizia.
I giudici sono colleghi: condividono uffici, si giudicano tra loro, appartengono allo stesso ordine e le carriere degli uni dipendono anche dal consenso degli altri. Può quindi nascere il dubbio di uno squilibrio a favore dell’accusa rispetto alla difesa.
Voto sì perché la libertà ha come nemico i poteri dello Stato quando sono privi di limiti. La Rivoluzione francese limitò i poteri che il re voleva assoluti, sciolti da ogni vincolo e legittimati da un’origine divina. Da allora la politica si occupa soprattutto di porre limiti al potere: chi può decidere della libertà di un altro uomo deve avere confini rigorosi e non deve neppure dare il sospetto di trasformarsi in una casta, in un nuovo re.
Voterò sì per non avere mai il sospetto che chi mi accusa sia sodale con chi potrebbe decidere della mia libertà. La giustizia non dovrebbe muoversi intorno alla condanna di Caino, ma alla tutela degli Abele — e dei tanti, troppi Abele trattati come se fossero Caino.
Le regole servono a proteggere Abele, non ad accusarlo di essere correo di Caino solo perché generati dalla stessa madre.
Voto sì a tutela anche di chi voterà no.


