Carnevale di Quaresima, il cartellino giallo del Vescovo a Di Cocco

Carnevale di Quaresima, il cartellino giallo del Vescovo a Di Cocco

23 Febbraio 2026 0 Di Lidano Grassucci

Dice: ma si può festeggiare il Carnevale in Quaresima?
Siamo uno Stato laico: a Natale si può anche piangere e il Venerdì Santo si può ridere. Eppure c’è un punto.
Non si tratta di autorizzazioni, ma di opportunità, di uso, di consuetudine. Non serve un permesso: basta sentire.
Ecco perché l’assessore del Comune di Latina, Gianluca Di Cocco, quando afferma che la “festa” (parliamo dei carri di carnevale fatti sfilare la prima domenica di quaresima) aveva il beneplacito della Curia, viene smentito dalla stessa Curia, che chiarisce:
Dichiarazione del Portavoce del Vescovo Remigio Russo
Nei resoconti sulla sfilata dei carri tenuta ieri a Latina è riportata la dichiarazione di un rappresentante istituzionale del Comune di Latina circa un «benestare della Curia» a detta manifestazione in Quaresima.
A tale proposito posso affermare che non è mai stato concesso alcun parere favorevole o permesso all’evento di ieri. Di conseguenza la dichiarazione di “benestare” riportata dalla stampa deve intendersi non vera.
L’occasione è utile per ricordare che la cordiale e comprensiva collaborazione per il bene comune che esiste tra istituzioni diverse deve sempre avvenire nel rispetto reciproco delle proprie autonomie, rispetto che la Diocesi di Latina ha sempre mantenuto verso gli enti istituzionali e locali. Cordialità e comprensione che, specie nelle normali interlocuzioni correnti, non può e non deve essere fraintesa e tantomeno curvata fino a dare interpretazioni fuorvianti alla cittadinanza.
Insomma, una piccola reprimenda, una lezione sul rispetto dei ruoli.
La fede — se la si possiede, anche solo come fatto culturale — la si rispetta dentro di sé: non ha bisogno di permessi e non può concederne.
Si può fare festa?
Certo. Ma talvolta è meglio il digiuno.

Carnevale, in fondo, significa proprio questo: “levare la carne”.