La sinistra è disonesta intellettualmente!

La sinistra è disonesta intellettualmente!

6 Marzo 2026 0 Di Davide Venditti

Ultimamente stanno circolando argomentazioni da stupidi idioti. Commentatori, analisti improvvisati e polemisti televisivi ripetono la stessa narrazione: il governo italiano non sarebbe stato informato degli attacchi contro l’Iran e quindi il ministro della Difesa sarebbe rimasto sorpreso mentre si trovava a Dubai. Il ministro in questione era Guido Crosetto, rimasto bloccato negli Emirati dopo la chiusura dello spazio aereo durante l’escalation militare in Medio Oriente.

La polemica che si è costruita attorno a questa vicenda è il perfetto esempio di ragionamento da stupidi idioti. Si finge che un attacco militare di questa scala arrivi come un fulmine a ciel sereno. Come se i segnali non fossero sotto gli occhi di tutti. Come se le mobilitazioni militari non fossero pubbliche, osservabili, discusse da settimane negli ambienti strategici e perfino sui giornali.

Se perfino un cittadino qualsiasi, uno che non è un ministro, uno che non guarda nemmeno il telegiornale ma si limita a leggere analisi e osservare i movimenti militari, riesce a capire che la situazione stava degenerando, è difficile sostenere che i vertici politici e militari non avessero la minima percezione del rischio. Quando una grande potenza mobilita flotte navali, bombardieri e basi avanzate nel Golfo Persico, non si tratta di un segnale nascosto. È la preparazione di un’operazione militare.

Trump l’ha chiamata “big beautiful armada”, cioè “una grande e bellissima armada”.

E qui entra il punto centrale. Alcuni pretendono che la CIA, il Mossad, l’FBI o i servizi segreti internazionali dovessero chiamare personalmente il ministro per dirgli che stava per succedere qualcosa. Questa idea non è analisi geopolitica. È la caricatura della geopolitica. È la versione semplificata che nasce quando si ignora completamente come funzionano intelligence, alleanze e operazioni militari.

La realtà è molto più semplice. Quando si vede una concentrazione di forze navali e militari senza precedenti in un’area già instabile, il messaggio strategico è evidente. Le guerre non iniziano dal nulla. Si preparano. Si accumulano. Si annunciano attraverso movimenti di truppe, basi e flotte.

Per questo tutta la polemica costruita su Dubai non dimostra un fallimento dell’intelligence. Dimostra piuttosto quanto sia facile creare narrazioni politiche superficiali. E quando il dibattito pubblico si riduce a queste semplificazioni, la geopolitica diventa un talk show. Non un’analisi.