Mark Zuckerberg: «Ho un bunker!»

Mark Zuckerberg: «Ho un bunker!»

15 Marzo 2026 0 Di Davide Venditti

Mark Zuckerberg ha fatto costruire un bunker all’interno della sua vasta proprietà a Kauai, nelle Hawaii, un complesso immobiliare già noto per dimensioni, riservatezza e sistemi di sicurezza fuori scala. La notizia è emersa attorno al progetto del grande insediamento privato voluto dal fondatore di Meta, dove sarebbe presente anche una struttura sotterranea blindata, pensata per garantire protezione, autonomia e isolamento. Al di là delle precisazioni arrivate negli ultimi mesi, il dato politico e simbolico resta intatto: uno degli uomini più potenti del pianeta ha ritenuto necessario predisporre un rifugio sotterraneo in uno dei luoghi più remoti e controllabili del Pacifico.
Questa scelta racconta il clima storico e geopolitico del nostro tempo. Quando figure centrali dell’élite tecnologica americana investono in rifugi, autosufficienza, difesa privata e separazione fisica, si vede con chiarezza una frattura: da una parte una classe dirigente che continua a guidare piattaforme, flussi informativi, intelligenza artificiale e capitale globale; dall’altra la crescente consapevolezza che il mondo da essa stessa accelerato è diventato instabile, conflittuale, imprevedibile. Il bunker non è solo cemento interrato. È l’immagine concreta di una parte dell’Occidente che non pensa più soltanto a governare il caos, ma anche a sopravvivergli.