Addio professoressa Mennella, monumento «Nato a Posillipo, con i piedi nell’acqua»

Addio professoressa Mennella, monumento «Nato a Posillipo, con i piedi nell’acqua»

20 Marzo 2026 0 Di Maria Corsetti

E poi la fine arriva. Arriva anche per i monumenti, quelli umani.

Quando una donna saluta il mondo sfiorando la soglia del secolo, di un secolo che da solo fa la storia dell’umanità, viene a mancare un monumento.

Maria Consiglia Rocco, sposata Mennella, per le sorelle EmmeCì, per me “La Professoressa”, era un monumento.

Sapevo che non stava bene, 96 giri intorno al sole sono faticosi. Si possono accettare come conclusione di una vita ben fatta, ma dispiace tanto non avere più la certezza di un monumento che scandisce il tempo.

Era nata a Napoli il 16 novembre 1929, già nel luogo e nella data c’è la storia del mondo come lo conosciamo oggi. Così, a occhio, ci ricordiamo l’ottobre del 1929 con tutto quello che ne seguì. Google ci informa che nello stesso giorno, a Modena, distanza siderale a quei tempi, Enzo Ferrari fondava ufficialmente la Società Anonima Scuderia Ferrari.

Tornando a Napoli, dove era nata, e, come ci teneva a precisare: «A Posillipo, con i piedi nell’acqua», Maria Consiglia è una ragazza giovane quando c’è la guerra, quella in cui anche il Vesuvio protesta per l’orrore in cui si sta trascinando il mondo. Maria Consiglia lo vede tutto quell’orrore, ma poi, come tutta la sua generazione, dà un significato alla parola resilienza. La guerra è finita e la vita continua. L’università, la famiglia, l’insegnamento al liceo scientifico Leon Battista Alberti di Napoli.

Tutto vissuto in maniera robusta, chi ha vissuto certe storie è solido, è di marmo, è un monumento.

Alla professoressa Mennella mi legava l’amicizia con tutta la linea matriarcale della sua famiglia: da lei, a Monica, quindi a Marta e ai due deliziosi pronipoti, Milena e Pietro.

In questo non voglio escludere il dolore degli uomini di famiglia, del figlio Vittorio e del nipote Riccardo. Li ho conosciuti attraverso le foto meravigliose scattate in occasione delle lauree, quel traguardo che forse più di ogni altro inorgoglisce chi è all’origine dei percorsi di vita.

La professoressa, che da qualche decennio viveva a Latina, aveva compiuto novant’anni nel 2019. La foto che la ritrae è lo specchio del suo bel sorriso. Negli anni successivi conoscerà la pandemia, forse l’unico tassello che mancava a un cammino così importante.

Addio Professoressa, grazie per aver guidato la mia penna in uno dei personaggi che ho raccontato e che ho amato di più aver scritto. Quando mi diletto nella letteratura, i miei personaggi sono in genere lo specchio di me o prendono giusto qualche spunto dalle persone che incontro. La professoressa Corsetti aveva un riferimento preciso: la Professoressa Mennella. L’ho chiamata sempre “La Professoressa”, senza preoccuparmi troppo del nome. Sapevo che insegnava matematica al liceo, e, per quanto volessi identificarmi, proprio non avrei potuto cimentarmi con l’arte dei numeri, con quei percorsi mentali che fioriscono nel vigore della terra partenopea. Così la “mia” professoressa Corsetti, il personaggio che raccontava come avrei voluto essere dagli ottant’anni in poi, aveva la verve, il piglio, l’autorevolezza e una non trascurabile dose di ironia, a tratti sarcasmo, della professoressa Mennella. Ma insegnava lettere. Tutto il resto era ispirato a lei, a quell’eleganza per me inarrivabile, alla cura del dettaglio, all’essere sempre, senza cedimenti.

Addio Professoressa Mennella, ci hai salutato con discrezione ed è stata l’ultima tua lezione di vita.

 

Il funerale di Maria Consiglia Rocco Mennella si terrà questo pomeriggio, venerdì 20 marzo, alle 15.30 nella Chiesa San Luca.