In morte di Bossi e la “visita” di Bersani
20 Marzo 2026Pier Luigi Bersani dice che Umberto Bossi è stato l’avversario a cui ha voluto più bene nella vita. Generoso il “capo dei comunisti” davanti al “capo dei secessionisti, degli autonomisti”, fate voi.
L’altro e noi è il tema. L’altro è così altro da meritare rispetto, rigoroso che diventa poi “affetto” nella vita. L’avversario lo scopri poi non così diverso da te se guardi la prassi del vivere e non la “perfezione degli ideali”. Anzi… La prima avvicina, la seconda tortura. Pajetta accompagnò a rendere omaggio alla salma di Enrico Berlinguer, Almirante. Gelo tra la gente del popolo rosso davanti al nemico, lacrime per il capo morto, ma rispetto per chi “credeva” seppure in mondi così diversi.
Gli uomini, se poi ci parli (già parlare), se li ascolti stanno forse lontani su come aggiustare il mondo, ma uniti su come finirlo lasciandolo in manutenzione ai posteri.
Umberto Bossi veniva da Varese, Cassano Magnago, stava nelle valli dove l’altro lo devi andare a trovare, passo, passo e, quando ci si incontra, devi tenere al caldo e il resto è fuori.
Bersani è di Bettola sull’Appennino che è duro ma certo più dolce e la solitudine, la stessa di Cassano Magnago, si fa confusione, rumore. Due risposte diverse alla sfida delle valli. Eppure davanti a un fuoco si sono raccontati storie di orsi, di bestiario.
Bossi era quello che entrava in osteria e la diceva iperbolica, Bersani lo avrebbe bloccato con l’ironia dell’assurdo e il primo avrebbe rilanciato, poi finiva davanti al formaggio da tagliare con il pane che ognuno aveva il migliore.
Da una parte l’autonomia di essere soli, dall’altra la ricerca di viandanti a cui chiedere cosa c’è oltre la valle. Milano è lontana, Bologna pure. Milano piena di Signori, Bologna grassa di dottori.
“L’avversario a cui ho voluto più bene” mi pare una bella cosa in un mondo brutto.
Mio nonno mi guardava così, apriva il coltello a serramanico, tagliava il formaggio, poi il pane e lo offriva. Lo stesso coltello poteva… Il leone di San Marco regge il libro, talvolta regge la spada, ma Venezia è così bella nella sua vita dei veicoli che si reggono sugli “alberi” dei monti, per l’ ascia e non per spada.
Dico al mio avversario: io combatto la tua idea che è contraria alla mia, ma sono pronto a battermi al prezzo della mia vita perché tu la tua idea la possa esprimere sempre liberamente.
(Sandro Pertini)


