Rimpasto a Latina, quale allegria
27 Marzo 2026
Senza allegriaAnche sui treni e gli aeroplaniO sopra un palco illuminatoFare un inchino a quelli che ti son davantiE son in tanti e ti battono le maniSenza allegria
Lucio Dalla, Senza allegria
A metà corsa si cambia. Come le auto elettriche che hanno l’autonomia ancora in costruzione.
Sala De Pasquale, interno giorno. Sul tavolo dei relatori siedono Agostino Marcheselli e il sindaco Matilde Celentano. La sala è piena. Gli assessori entranti si sono portati dietro la loro solidarietà: tanti galardisti, qualche censista e anche il nuovo assessore che sostituisce la Nasti, Antonina Rodà.
Poi qualche spostamento di peso: Michele Nasso passa dai Servizi Sociali all’Ambiente.
Che vuol dire tutto questo? Difficile decifrare la politica di Latina. Ci sono bizantinismi, complicanze semplici, semplici complicazioni. Resta sempre aperto il cantiere di una città che «non ha il porto» dove imbarcarsi per navigare verso l’incognita del futuro. C’è la paura del mare, l’evitabile del navigare.
Cosa faranno i nuovi? Faranno.
C’è la neve sul Semprevisa, il sole alla marina e in mezzo c’è Latina, sospesa tra i due.
Auguri di buon vento al sindaco e agli assessori, alcuni dei quali sono miei amici da tempo. Il cronista di provincia ha la sfortunata fortuna di raccontare persone che conosce e con cui condivide pezzi di vita.
Però una cosa va detta: questa mattina mancava qualcosa. Mancava quell’entusiasmo un po’ folle, quella scintilla necessaria per fare l’impresa di renderci davvero vivi.
Quale allegria
Servirebbe un assessore all’ allegria.


