Sionista a Procaccini, la non offesa per me sionista

Sionista a Procaccini, la non offesa per me sionista

28 Marzo 2026 0 Di Lidano Grassucci

Hanno scritto sui muri di Terracina una “offesa” grave – anzi due – all’indirizzo del parlamentare europeo Nicola Procaccini: «sionista» . Poi hanno aggiunto: «satanista». Sul secondo termine non intervengo, ma sul primo sì, perché sono sionista anch’io.
Non so se Procaccini lo sia davvero. Se lo fosse, sarebbe come darmi del «lepino», con orgoglio per me è un complimento, non un insulto. Se non lo fossi, sarebbe come accusarmi di essere di Velletri. In entrambi i casi, però, resta la domanda: perché trasformare una scelta politica o ideale in un’offesa personale?
La risposta è semplice: ignoranza, prima di tutto. E poi un antico odio verso chi, tra persone che pregano lo stesso Dio, osa essere diverso su questo punto, l’ebreo.
«Sionista» viene usato come un’accusa,  una lettera scarlatta. Eppure, per chi ci crede, è esattamente il contrario: è orgoglio. È come dire a un italiano di essere patriota italiano quando l’Italia era solo un’«espressione geografica», secondo Metternich. La Patria non è un’invenzione: è il patrimonio che sentiamo arrivare dagli avi, dalla Storia, dal senso comune di un popolo.
Se dici a un francese che è orgoglioso della Francia, potrà dissentire politicamente, ma nessuno lo considera un insulto. Nessuno usa «francese” come offesa, né marchia «italiano» come una colpa da portare sul petto. Il sionismo, invece, sì. Ecco perché lo rivendico apertamente: non da offeso, ma da convinto.
Per questo sono vicino a Procaccini di fronte a questa minaccia vigliacca. E aggiungo un pensiero sulla povertà di chi, per offendere, usa una parola che per molti rappresenta un credo profondo e legittimo. L’ignoranza, alla fine, è sempre la madre di questi gesti meschini.