I marines di Trump e bastava la municipale

I marines di Trump e bastava la municipale

8 Aprile 2026 0 Di Lidano Grassucci

Così finisce tutto a tarallucci e vino.
Le civiltà restano in piedi, si piangono i morti e vince l’ipocrisia.
Ho sempre sostenuto che il regime iraniano dei preti sia infame e che contro certe infamie, a volte, serva anche una scossa violenta. Ma attaccare un sistema e poi pretendere la riapertura di uno stretto che era già aperto prima della guerra mi pare semplicemente stupido. Trump diventa incredibile, la vicenda diventa grottesca.
In politica bisognerebbe essere seri. Invece siamo ai giochi di parole sui morti. Un grande Paese come gli Stati Uniti ha bisogno di credibilità. Un grande Paese è tale se è affidabile: se grida per poi sussurrare, non incute rispetto, si fa solo discredito.
E ora? I ragazzi iraniani che avevano creduto nella libertà che fine fanno? E gli altri, quelli che avevano creduto nell’orgoglio nazionale? Sono rimasti con due nemici interni in una guerra mal combattuta e mal conclusa.
Il primo ministro pakistano si è giustamente meravigliato della richiesta americana di riapertura dello stretto: «Ma se prima della vostra guerra era aperto…».

Ecco, in una frase, il riassunto della credibilità perduta. Un imperatore romano non si sarebbe mai fatto prendere in giro così da un capo germanico.
E invece eccoci qui: il petrolio che scende, le navi che ricominciano a navigare. Non era una guerra per gli ideali, era un ingorgo di petroliere. Non servivano i Marines. Bastava la municipale.