I bar a Latina: salotto sul tempo perso più utile
21 Aprile 2026“Al congresso sono tanti / dotti, medici e sapienti…”
Citando Edoardo Bennato, apriamo le danze. Alla riapertura del Bar Poeta c’erano tutti: dotti, medici e sapienti. E va bene così.
Ma cos’è, in fondo, il bar?
Il bar non è mai nostalgia; è un eterno presente. Il bar è l’arte di fare un uso saggio del tempo perso. È peripatetico. È il contrario di ogni guerra perché è l’incontro dentro uno scontro tragico, dove tutto però resta lirico, verbale, effimero. È l’appuntamento non dato con il “nulla da fare”: un impegno serio, esattamente come lo è il tempo perso.
L’Italia stessa nasce dal canto lirico e dai caffè; nasce dagli osti anarchici che odiano, mugugnando, austriaci, borbonici e preti. Il bar è un’altra chiesa: qui non si chiede di pregare, ma di bere per volare in un mondo che non c’è.
Tra Grano, Fustagno e Memoria
A Latina, il bar era il luogo dove si facevano gli affari sul grano rubato agli ammassi; era il posto dove si barava con i fattori, perché il podere era fatica e camicia di fustagno bianca.
Di questa chiesa laica parleremo venerdì, in un bar dove i dolci hanno odori di Sicilia — quasi d’Africa — dove senti l’accento di Cori e dove Bruno ti racconta ancora delle sigarette HB, preparandoti un caffè che sembra fatto solo per te. Sono preghiere di fatica che iniziano all’alba.
C’è chi riapre il caffè antico dove tutto comincia: non è nostalgia, è il bisogno ancestrale di stare insieme. Il bar è il salotto di una casa, il teatro di una città. Nella recita trovi l’oste della malora e gli avventori col pastrano che bestemmiano il destino e sognano Patrie che non esistono e rivoluzioni che non ci saranno mai. Il governo? Sempre ladro. Poi, rapiti dalla sambuca, si sentono finalmente appagati.
L’Appuntamento
Di questo e di molto altro parleremo venerdì sera alle 18:30 da Turi Rizzo.
Interverranno:
- Maurizio Guercio e Lidano Grassucci (a parlare)
- Il “Bar Vero”: Bruno Perelli, Silvia Farina, Luca Targa
- La padrona di casa: Benedetta Bruni
Vi aspettiamo per celebrare il tempo perso, che è l’unico tempo davvero guadagnato.



