Latina e la “Resistenza” del grande broccoletto

Latina e la “Resistenza” del grande broccoletto

18 Maggio 2026 0 Di Lidano Grassucci

​E il grande broccoletto resta. L’articolo che lo presentava alla città ha avuto ventimila lettori, e lui (il broccoletto) resiste persino alla popolarità. Dicono, in Comune, che hanno altro da fare che “tagliare” i broccoletti. Mia nonna Pippa avrebbe detto che “non se po’ rimonnà”.

​Il grande broccoletto è amato dai bancari del Crédit Agricole e da quelli della BNL; gli ospiti dell’Hotel Europa, poi, lo considerano alla stregua della foglia di acero per il Canada, del cedro per il Libano o dell’italico ulivo.

​Per cosa è famosa Latina? Per il grande broccoletto.

​Non tagliatelo, per favore, ma proteggetelo. Lui poi farà i broccolini e, come dice il mio amico Gianni Amaretto, “finirà tutto a broccoli strascinati”.

​Direte: ti occupi di cose banali? Sì, sicuro, perché le cose serie sono figlie d’altro e se non ridi non capisci il pianto. Il grande broccoletto è un manifesto, è un’idea di vivere insieme, è un farsi governare dalle cose. Latina sarebbe bella se si facessero prima le cose banali e poi quelle eccezionali. Sinner è il più bravo tennista al mondo, ma da bimbo era solo un bimbo che giocava a tennis e si stancava, perdendosi a volte dietro la pallina per vedere dove andasse a parare se non la rimandava altrove.

​Il grande broccoletto è il fresco di questo maggio.

​Così è, in questo posto dove non ride nessuno perché tutti troppo presi da se stessi, sentendosi eroi di guerre mai avvenute.

​Togliete la torre civica dal simbolo della città e metteteci il grande broccoletto.