Garage Ruspi bello, basta Guercio che ci vo’
22 Maggio 2026Chiamo Maurizio Guercio. Dice: «Sono al Garage Ruspi a Latina per curare l’allestimento per il convegno del Regina Viarum Festival». Vado, curioso. Il Ruspi è una figura da bestiario urbanistico: sarebbe dovuto diventare sempre qualcosa, è rimasto a lungo silente e oggi è uno spazio universitario. Ci vado pensando a un contenitore con dentro quel silenzio che pervade la Latina del secolo scorso, e invece…
Piante ovunque, piante verdi in vaso, manifesti grandi e colorati con il “racconto” dell’evento. Su un bancone bianco le guide del festival: tutto è non casuale, curato, accurato, maniacale. Entro nell’androne immenso che è lo spazio stesso del garage e dove un tempo c’erano automobili “da viaggio”, ora trovo le sedie per un convegno sul viaggio. Non l’auto, ma la strada. Guardo la disposizione delle sedie colorate, messe in sequenze cromatiche incredibili: pare un prato. Pare — anzi, mi è parso davvero — di vedere un posto bello. Il colore sconvolge sempre, fa diventare belle persino le favelas brasiliane. Qui c’è l’auto, la via, il colore; uno schermo gigante chiude la vista sulle grandi vetrate che danno verso la città che un tempo, qui, era periferia. Poi sul tavolo: acqua e, accanto, succo di frutta. Direte: ma cosa noti? Noto il particolare che dà il segno del tutto, e mi prende un dolore dentro: ma guarda cosa si poteva fare di questo posto se solo si fosse avuto il coraggio di dire “questo spazio è nostro”, anziché avere la fretta di togliersi questo abito di dosso.
Cosa stride? Ci vuole il buon gusto per la bellezza. Questo cavolo di Guercio mi ha fregato. Questa sala è bellissima perché non è retorica nel suo passato, non lo è nel presente e immagina un futuro dove non abbiamo solo il pane, ma anche le rose. Utopie di giovani oggi un poco su di età.
Bravo Guercio. Basta Guercio che ci vo’, direbbe la pubblicità.


