Latina e la Coldiretti, ma Paolo Bonomi dov’è?

Latina e la Coldiretti, ma Paolo Bonomi dov’è?

22 Maggio 2026 0 Di Lidano Grassucci

​Vengo più dall’Alleanza Contadini che dalla Coldiretti. Allora le cose erano chiare: nell’Alleanza stavano i contadini senza terra; i latifondisti si stringevano in Confagricoltura; chi aveva almeno l’orto era un coltivatore diretto, della Coldiretti.

Quest’ultima fu un’invenzione democristiana firmata Paolo Bonomi. Capì, il leader democristiano, che se avevi da perdere anche una sola pianta di ulivo, non eri più disposto a fare la rivoluzione. Così fondò un gruppo di potere eccezionale, capace di dettare legge dentro la DC che governava il Paese. La Coldiretti era come la socialdemocrazia svedese: ti prendeva alla culla e ti lasciava alla bara; in mezzo, faceva tutto lei.

​Ma chi ricorda più queste cose? Oggi la Coldiretti è verde e gialla: vende mozzarelle che non viaggiano (il chilometro zero) e difende tradizioni rurali riscoprendo sapori dimenticati, ma a costi elevati. Stamane sentivo parlare di agricoltura biologica, biodinamica, integrata… Non so bene cosa significhi. So solo che c’è un mondo che ha fame e che non segue i sogni, ma vuole qualcosa nel piatto.

​Gli stand in piazza, oggi, sono precisi come un solco dove piantare i fagioli rampicanti. Mi ricordano le canne messe una per una, poi unite a capanna a quattro a quattro. E ora? Di quelle mani di terra è rimasto solo il ricordo. Mio nonno aveva le mani di cuoio: ci provavo a piantare i chiodi per gioco, e non lo bucavano nemmeno.

​Tempi di altri tempi: oggi ci vedrete in crinoline, come brutte ballerine per dirla con Ivano Fossati