Caso Minetti, i giornalisti non sono James Bond

Caso Minetti, i giornalisti non sono James Bond

4 Giugno 2026 0 Di Lidano Grassucci

​Forse proverei vergogna al posto loro, ma chi si crede eticamente superiore agli altri non lo farà mai. Prendiamo il caso delle inchieste mediatiche che poi vengono smentite nei fatti…. Se chi fa il mio lavoro sceglie di odiare invece di capire, se presume di essere esente dai limiti umani per una presunta virtù che neanche Dio possiede, non produce informazione, ma solo fango.

​La colpa di Nicole Minetti? Essere stata nel mondo di Berlusconi, essere una donna fuori dal “giro” che contava. È stata condannata dalla magistratura, e le sentenze si accettano quando condannano; tuttavia, andrebbero accettati anche i rilievi di quegli stessi giudici quando ridimensionano o smentiscono le ricostruzioni giornalistiche.

​Nessuno di noi è esentato dall’essere umano. Prima delle leggi dovrebbe arrivare la morale, e questa non fa sconti ai giornalisti. Nel momento in cui sposa il pregiudizio, un giornale tradisce per primo proprio chi lo legge.

Le cose che scriviamo rimangono per sempre e quando si fanno rilievi dovremmo essere rigorosi, dovremmo interrogarci sempre sulla possibilità che vengano fatti a noi i rilievi che facciamo agli altri.

I giornalisti non hanno licenza di uccidere (civilmente) gli altri, non sono James Bond.