Il masso ferroviario e l’abbandono pontino: dalla Fossanova-Terracina, ai giardinetti, passando per il D’Annunzio
6 Giugno 2026È stato finalmente demolito il masso caduto da Monte Cucca nel settembre 2012, quello che provocò l’interruzione del collegamento ferroviario tra Terracina e Priverno-Fossanova.
L’operazione è stata eseguita dai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ed è propedeutica alle attività di rilievo necessarie per la progettazione della linea, come già annunciato dall’amministratore delegato Aldo Isi il 26 maggio scorso, in occasione della conferenza stampa dedicata al ripristino del collegamento ferroviario.
E vi pare poco? Quel masso era lì dal 2012. Per quattordici anni Terracina, capitale turistica della provincia di Latina, è rimasta senza treno. Per quattordici anni è stata costretta a un collegamento “abusivo” con Monte San Biagio, in un improbabile “Terracina Mare”.
Ora si torna a parlare di treni veri. È un segnale di rinascita per una provincia che spesso sogna opere nuove, ma fatica a proteggere e valorizzare ciò che già possiede.
Quattordici anni per rimuovere un ostacolo e ripristinare una linea che esisteva già. Nel frattempo, a Latina, sono passati tre anni senza riuscire a riaprire un parco pubblico che già c’era. E preferisco non soffermarmi sulla vicenda del Teatro D’Annunzio.
Voglio sperare che la rimozione di quel masso rappresenti davvero un cambio di passo: la scelta di prendersi cura di ciò che abbiamo, invece di inseguire continuamente progetti che forse non vedremo mai realizzati.
Basterebbero il buon senso, la manutenzione e la cura del patrimonio esistente. Non la frenesia di chi cerca vetrine più che risultati.


