La Latina che “dorme” davanti ad un portone: lo scatto di Tonino Mirabella

La Latina che “dorme” davanti ad un portone: lo scatto di Tonino Mirabella

6 Giugno 2026 0 Di Lidano Grassucci

​Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,

la storia entra dentro le stanze, le brucia, la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi

Francesco De Gregori, La storia

Esterno giorno, sole di giugno. Il silenzio di una città del silenzio e uno scatto fotografico. Nulla si muove: il travertino delle scale sale sui muri. Il portone è un gigante, le scale emanano un gelo che forse c’è stato, ma ere geologiche fa.

​La foto è di Tonino Mirabella. Della sua fotografia mi ha sempre colpito l’evidenza dei particolari: scarpe in fila, coperte che formano grumi. Non c’è presenza umana, eppure l’immagine è densa di un’umanità cancellata; un’umanità di cui non si ha paura, ma di cui si preferisce non vedere ciò che Mirabella fa esplodere.

​La scena è urbana, centrale: l‘Intendenza di Finanza in Piazza del Popolo a Latina, e il giorno è oggi. Non c’è retorica in questo scatto, non c’è ipocrisia, né la ricerca di temi che libereranno il mondo dal male, dal degrado o dalla fine. C’è solo il vero. Uomini e donne di cui si intuisce un’esistenza che rifiutiamo di guardare; scarpe allineate e coperte simili a massi caduti, che pesano come un fastidio.

​È strano: mi pare tutto così decoroso, nell’indecorosa indifferenza.

​Tonino Mirabella ha fotografato anime perdute. Esterno giorno; poi, la notte, si alzeranno falene e pipistrelli. Dio mio, ha fatto una foto che è un reel del vero.

Foto Tonino Mirabella