La Libia “sequestra” gli eroi della flotilla e nessuno protesta… non è Israele
11 Giugno 2026Pubblico un mio articolo apparso ieri si Informazione corretta la rivista fondata da Angelo Pezzana su come i media italiani presentano Israele
Ci si aspetterebbe, a rigor di logica, manifestazioni di piazza oceaniche contro la Libia, colpevole di trattenere alcuni degli “eroi” di quella flottiglia (rimasta senza mare) che sarebbe dovuta salpare per salvare dal “genocidio” i palestinesi di Gaza. Ci si aspetterebbe masse con le bandiere al vento, pronte a scagliarsi contro i libici rei di negare i più fondamentali diritti di libertà.
Invece niente. Neanche un lamento. Perché?
Semplice: i libici sono arabi, sono in gran parte musulmani e non rispondono a nessuno dei requisiti prefissati che determinano l’identikit del “cattivo”. Oggi, per essere etichettato come tale, non conta la gravità delle azioni che compi, ma la tua identità: devi essere ebreo, israeliano, occidentale e, di conseguenza, “colonialista”. Solo così la causa palestinese può apparire pura e limpida, rigorosamente incanalata nei canoni autorizzati da narrazioni di pura fantasia.
Poi provi a fare una domanda banale: “Ma perché la frontiera tra Gaza e l’Egitto è sigillata?”. Ti rispondono con una tautologia disarmante: “Perché Gaza confina con l’Egitto”. Se poi provi a ricordare la storia, citando il “Settembre Nero” del 1970 – quando i giordani di re Hussein (anch’essi arabi e musulmani) fecero cinquemila vittime palestinesi – cala il silenzio.
Capita, dopotutto, che la storia non sia una linea retta e non risponda alle ideologie, ma ai fatti. Quella guerra tra giordani e palestinesi spinse questi ultimi nei campi profughi del Libano, dinamica che spiega ancora oggi molto del caos attuale: su cinque milioni di abitanti in Libano, ci sono trecentomila profughi palestinesi, con tutto ciò che comporta la presenza di Hezbollah.
Ma senza disturbare la grande Storia, restando alla cronaca spicciola: perché non c’è un movimento di condanna per ciò che fanno i libici?
“Ma noi non siamo antisemiti, siamo antisionisti…”, è la replica preconfezionata.
Scusatemi, ma di fronte a questa arrampicata sugli specchi la risposta è una sola: non siete antisionisti, siete semplicemente ipocriti.
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