Il cancello che non indigna. Chi ama Latina?

Il cancello che non indigna. Chi ama Latina?

15 Giugno 2026 0 Di Lidano Grassucci

Vedremo, parleremo, interroghiamo. Non è così che si fa. Se qualcuno, chiunque esso sia anche il Papa, vuol fare sua la cosa di tutti anche con chiave a lui riservata bisogna saper dire di no.

Fare un cancello che chiude Palazzo M è irricevibile, non esiste, non è possibile, a Latina è sovrano il popolo e ogni istituzione anche la più giusta del mondo deve sottostare alla sovranità del popolo. Palazzo M, il suo cortile, le sue statue i suoi spazi sono res pubblica, cosa di tutti e noi in Italia siamo una repubblica. Le risposte della classe dirigente di Latina non sono state appropriare sulla libera circolazione a Palazzo M non si apre neanche la trattativa, è impossibile.

Se qualcuno dice che c’è una legge, un codicillo che vieta la “resistenza”, ricordo la disobbedienza civile dei sindaci dei nostri comuni che davanti agli “scioperi alla rovescia” dei contadini senza terra rispondevano stando con la propria gente e non con altri poteri lontani. Indossavano la fascia tricolore della Repubblica e pagavano chi aveva lavorato per bisogno rispondendo alla “legge morale che è in noi” per dirla con Kant.

Latina odia i cancelli, Latina odia chiunque chiude, visto che nasce per aprire verso il mare dall’Appia. Latina è senza mura e chi la mura la uccide. Latina non è razionale, futurista, nostalgica, distante, vicina è se stessa e nei giardini di Palazzo M ci debbono stare i bambini sotto statue bianche. Debbo, dobbiamo, partire da Castelromano e senza ostacoli e cancelli arrivare a Terracina, questa è Latina.