Calcio: l’autarchia di Latina e gli americani a Frosinone in serie A
5 Luglio 2026A Latina siamo impicciati nell’ennesima diatriba sullo stadio comunale, incastrati nel solito valzer del “chi deve fare cosa”. Una vicenda incredibile per una squadra come il Latina Calcio che milita in Serie C.
Sia chiaro: non mi interesso di sport per conclamata pigrizia e per una dedizione così assoluta all’ozio che il solo pensiero dell’attività fisica mi stanca. Se scrivo è solo per il gusto del contrasto.
A Latina si scontrano per uno stadio per uno stadio che, se non è rimasto all’epoca del salto nel cerchio di fuoco dei gerarchi, poco ci manca. Il palazzetto è dimenticato, la piscina non ne parliamo.
Nel frattempo, leggo di Frosinone. Una squadra che milita in Serie A, che in undici anni ha collezionato ben quattro promozioni nella massima serie, che ha uno stadio di proprietà e che in questi giorni dialoga con il gruppo finanziario americano Clara Vista per nuovi investimenti (con Maurizio Stirpe che manterrà la gestione e il 20% del capitale). Insomma Frosinone attrae capitali, dal mondo.
Quindi, ricapitolando: mentre noi non riusciamo a sistemare nemmeno i giardinetti del parco comunale, i nostri vicini costruiscono uno stadio nuovo, giocano in Serie A e attraggono capitali stranieri. E noi? Stiamo a guardare e abbiamo tanta boria.
È un confronto, quello tra Latina e Frosinone, che ci umilia come classe dirigente, politica ed economica; ci umilia nell’approccio culturale e nell’orgoglio.
Il Frosinone è già nello sport di domani, e ci sta andando in Ferrari. Noi, per vedere la pallavolo, siamo dovuti andare a Cisterna con il Cotral; per la pallanuoto siamo saliti sul treno cambiando a Campoleone, fino a Nettuno, sperando che poi passasse una circolare per Anzio.
Differenze abissali.
Nella foto Maurizio Stirpe presidente Frosinone calcio.

