Celentano, una maggioranza in crisi di nervi sul pronto soccorso
22 Settembre 2026Mai che si possa stare tranquilli. Era una palude, Latina, e invece ora è un vulcano. Se ieri l’attenzione era tutta sulle assegnazioni delle case Ater, oggi il nodo critico è diventato il pronto soccorso dell’Ospedale Goretti.
Al mio paese direbbero “ohi che anchetto”, a indicare un terribile e continuo tormento. Il sindaco Matilde Celentano prova a salvare l’insalvabile: ci riesce quasi, tirando fuori un documento unitario del Consiglio comunale che finge di risolvere tutto per lasciare, nei fatti, ogni cosa al suo posto. Del resto, mettere mano a una realtà complessa come il pronto soccorso non è facile, anche se per tutti dovrebbe rappresentare la priorità assoluta.
Ma il segretario provinciale di Noi Moderati, Alessandro Paletta, esprime “insoddisfazione”. Ed è subito tempesta in una maggioranza che un giorno inciampa, quello dopo cade, prova a rialzarsi e poi finisce di nuovo a mangiare la polvere.
Che fare, dunque?
Prima di tutto, nonostante le tensioni geopolitiche da palazzo, bisogna intervenire concretamente sul pronto soccorso. Poi, il sindaco dovrebbe convocare tutti: non per i soliti chiarimenti di facciata, ma per un’analisi seria delle soluzioni. Chiusi in una stanza ad oltranza, finché non si trova la pace o non si consuma lo strappo definitivo: “muoia Sansone con tutti i filistei”.
Occorre uscire dal non detto. Servono posizioni chiare, a viso aperto, non una logorante guerriglia quotidiana. Il sindaco Celentano non si senta offesa, ma riprenda in mano le redini con autorevolezza. Perché se se ne va Noi Moderati, rischiano di seguire Forza Italia e poi la Lega. E a quel punto, quella che sembrava un’Invincibile Armata farà la stessa fine di quella storica contro gli inglesi.

