Il Giro d’Italia viene a trovare Sezze
14 Maggio 2019Sicuramente ci sono posti dove devi passare per necessità. A Terracina ci passa la strada per il mondo da quando sono nate le strade. A Roma ci devi necessariamente andare, vale pure Venezia o per Firenze come oggi a New York, Shanghai o Londra. E poi ci sono posti che puoi scegliere, quelli che stanno nelle strade della storia un po’ fuori mano. Quei posti che entrano nella storia solo quando questa travolge tutti.
Ecco, i paesi interni di questa provincia lunga e stretta appartengono a questa terza categoria, quella da cui si parte ma si arriva poco.
Ma improvvisamente di tanto in tanto capitano cose che cambiano le regole come quello che capita a Sezze in questo Giro d’Italia.
È il mondo che si trasferisce di corsa qui. Certo, i ciclisti non indugeranno ma vale uguale. Sezze entra nella storia anche se della bicicletta.
Però, dobbiamo dirlo, qualche cosa era nell’aria perché è vero che è difficile diventare pedalatori da queste parti, ma è anche vero che Iddio donò ai setini soprattutto di sesso maschile, il dono della vista quando nel piano con le disgrazie della bonifica arrivarono anche le disgrazie venete (intese come donne) anche qui ci si appassionò di Bianchi e Legnano.
Anche se ai miei avi (papà Antonio) interessavano molto di più coloro che stavano sopra le biciclette, le brune, le ciane… Quindi era un po’ destino che la bicicletta sia un appuntamento fisso e segni un po’ le storie anche di un posto con troppi saliscendi. Un appuntamento che rimarrà nella memoria collettiva di un paese dove si sceglie di andare dove troppo spesso si parte ma da dove non si passa.
Quelli del giro per andare da Latina a Terracina non hanno scelto la linea breve della fettuccia ma l’arabesco di salire sin quassù, poi imboccare verso Priverno per ripassare a Terracina.


