Europee, du Adinolfi is megl che uan
18 Maggio 2019Leggo “Adinolfi”, faccio: sarà il mio (inteso come pontino) Matteo che corre (si fa per dire) con la Lega alle europee. Invece no è Mario che si candida con “popolo della famiglia”, e non chiedetemi che roba è.
Sta di fatto che l’Europa ha “bisogno” così tanto degli Adinolfi che ne proponiamo due. Ma non è questo è che entrambi paiono nei cartelloni, pochi, di una somiglianza imbarazzante: sono due perfetti barbapapà, rassicuranti, così tradizionali che la tradizione pare rivoluzionaria, così guardanti il futuro che mostrano un passato certamente un poco pantagruelico. L’Europa ha bisogno di salute, e i due non sono certo di quei politici smilzi che vanno di moda ora, sono da manifesto. Sono baluardo contro Islam, gender, comunisti e pure contro i salatini e le merendine.
Il difetto? Non c’è difetto ma rivoluzione: si torna al “commendatore” della politica, si torna all’uomo importante con pancia, panciotto ed occhiali. Quello che mandava a villeggiare la moglie e i figli a Terracina il 6 giugno, appena chiudevano le scuole, se ne stava a Roma “solo” fino ad agosto, poi il 20 dello stesso mese tornava, e lei restava lì fino a tutto settembre, la scuola riapriva ad ottobre… tre mesi da giovinotto.
Scegli il tuo Adinolfi, du Adinolfi si megli che one, peccato non sia il maxibon


