Angelo Bilancia, le crostatine riaccendono rivalità antiche

Angelo Bilancia, le crostatine riaccendono rivalità antiche

10 Giugno 2019 0 Di Fatto a Latina

Angelo Bilancia è il panettiere di Priverno che pare abbia soffiato il primato a Sezze per le crostatine di visciole e con questo ha riaperto una leggendaria ferita tra i due paesi. C’è però da dire che le crostatine di Sezze, non erano neanche in concorso. Lui si dice stupito della tanta attenzione su questo suo secondo posto nel concorso Premio Roma 2019, per la sezione Roma e Lazio organizzato alla Camera di Commercio di Roma in collaborazione con Arsial.

Angelo ha 43 anni, dal 99 lavora nel forno di famiglia a Priverno. Si licenziò dalla Polizia di Stato per mandare avanti la tradizione familiare di fornai che nel tempo avrebbe avuto bisogno di un ricambio generazionale. L’attività va avanti da tre generazioni. La quarta mi dice che si appresta ad arrivare, mi racconta che sua figlia, nonostante è piccolina e va ancora a scuola, è molto brava a fare le crostatine.

Angelo Bilancia:

“Allora si guadagnava molto più di oggi. Avevamo l’ospedale qui a Priverno che contribuiva molto alle nostre vendite. Chi veniva per l’ospedale poi passava a prendere i nostri prodotti tradizionali. C’erano gli uffici dell’Enel, i dipendenti che venivano da fuori  si portavano a casa i nostri prodotti.”

Mentre parliamo nel suo ufficio il suo telefono continua a ricevere messaggi. Mi fa vedere un video-meme che gli è arrivato da un amico di Terracina che gira sui social, costruito su questa nuova diatriba tra Priverno e Sezze per una crostatina e ride soddisfatto.

Racconta Angelo Bilancia:

“Vedi? E’ un continuo. Io avrei voluto partecipare con la ciambella cresciuta, ma essendo un prodotto da forno lievitato non era previsto dal regolamento.

Così ho deciso di presentare la crostatina di visciole per la tipologia biscotteria tradizionale dolce e secca da forno. E da quando mi hanno dato il premio che mi mandano questi messaggi che mi riguardano, questo arriva da un amico di Terracina.”

Ciambelle cresciute di Angelo Bilancia

Sorride.

Quindi di ripiego hai presentato le crostatine?

 “Beh sì. Era già da qualche anno che mi proponevano di partecipare al concorso. Ho sempre rifiutato. L’anno scorso avevo accettato ma poi per un imprevisto mi sono dovuto ritirare. Quest’anno non mi sono potuto tirare indietro.”

E hai vinto il secondo premio.

“Si ma non capisco perché tante storie, neanche fossero arrivate prime. Il primo premio è andato agli amaretti con le visciole di Sermoneta.”

Il suo diciamo che è stato visto dai setini un po’come un affronto alla città di Sezze di cui le sue crostatine sono rinomate. Ha riacceso gli animi di queste antiche rivalità legate a vecchie leggende che vedono protagonisti Camilla e Ufente, il muro o il filo spinato pare messo nell’antichità a confine dei due paesi per evitare il passaggio persino delle lumache. Insomma se le nuove generazioni ignoravano queste vecchie storie grazie alla crostatina di Angelo sono tornate alla luce.

Da Priverno qualcuno dice che i setini non ci vogliono stare. Lui intanto ha aumentato la produzione. Insomma in paese si vocifera, è partito un po’ tra i due paesi un confronto che richiama quello tra tifosi nel dopo derby.

È stata un’occasione e anche un modo per riscattare le proprie origini e tradizioni, chissà che il prossimo anno le due crostatine non si sfidino sullo stesso terreno.

Sui gusti non si discute, basta assaggiarle entrambe e poi decidere.

L’oggettività, affermava Max Weber, non esiste neanche nella scienza. Tutto è permeato da valori che portiamo dentro. La guerra delle pastarelle che si è scatenata serve a rinforzo all’identità culturale dei paesi coinvolti. Guerra dalla quale può scaturire una sana competizione che punta all’eccellenza dei prodotti tipici locali e il riscatto della paternità o maternità di essi. Una sfida che porterebbe a continuare ad insistere nell’investire su ciò che ci caratterizza e perché no, far uscire quei prodotti dai confini nazionali.

I dolci, i pani raccontano antiche tradizioni di un popolo e fanno parte della loro cultura. Se la paternità di una crostatina ha riacceso gli animi di due popoli è segno che nonostante la globalizzazione siamo ancora legati alle nostre tradizioni. Un incentivo per continuare a portarle avanti.

Durante la nostra chiacchierata è venuta fuori la “caciata“, la crostata tipica pasquale a base di ricotta. A chi spetta la sua paternità, a Sezze o a Priverno?