Daniele Nardi, sparita la targa nel sentiero della Semprevisa

Daniele Nardi, sparita la targa nel sentiero della Semprevisa

10 Giugno 2019 0 Di Antonella Andriollo

Scompare la targa dedicata a Daniele Nardi, l’alpinista di Sezze morto tre mesi fa sul Nanga Parbat. La targa era stata posizionata appena lo scorso mercoledì sul sentiero CAI 710 dei Monti Lepini.

Una targa per cinque giorni

Una vita breve  per questa targa, durata ben pochi giorni, nemmeno cinque. Già domenica 9 giugno della targa resta solo il palo.

Dopo la fontana di Piazza del Popolo i vandali arrivano fino a questa quota.

La cerimonia di intitolazione si era svolta lo scorso 18 maggio, in occasione della IV edizione del Trekking dei Monti Lepini. Il maltempo non aveva frenato l’iniziativa, conclusa con il taglio del nastro da parte di Daniela, la moglie di Daniele.

Il sentiero di Daniele, la sua palestra

Daniele Nardi spesso percorreva il sentiero di corsa durante i suoi allenamenti. Da qui l’idea della dedica, iniziativa promossa dalle sezioni CAI di Colleferro e Latina. Quel giorno fu impossibile collocare la targa di dedica in prossimità della cima del Semprevisa. Così dopo numerosi rinvii, finalmente il 5 giugno la targa era stata posizionata.

Non ci resta che una foto

Triste l’epilogo di questa storia. Della targa non ci resta che una manciata di foto.

Il presidente del CAI Sezione di Latina Federico Cerocchi commenta con amarezza:

“Non credo che la sparizione sia da attribuire a qualche animale, la targa in tal caso sarebbe rimasta sul palo, magari deformata, oppure, se staccata, sarebbe rimasta in prossimità del palo. L’atto deve quindi essere attribuito a qualche bestia bipede, le cui elucubrazioni mentali sono di difficile interpretazione”.

Non resta che ammirare questo palo, vuoto, senza la targa dedicata a Daniele Nardi. Ma vuoto questo sentiero non resterà mai. Qui si respira il ricordo di Daniele Nardi.

Non resta che ringraziare per questo i soliti idioti, senza arte né parte, bisognosi di educazione che una volta in centro città una volta in alta quota deturpano e distruggono la nostra sensibilità.