Mia nonna alle Terme di Fogliano

Mia nonna alle Terme di Fogliano

16 Giugno 2019 0 Di Emilio Andreoli

Ogni latinense ha sperato in quel grande sogno: le terme di Fogliano, una telenovela che va avanti dal lontano 1951 e che si sta concludendo nel peggiore dei modi: il nostro sogno (s)venduto all’asta.  

 Quello che sto per raccontarvi è una storia vera, di cui sono venuto a conoscenza per caso, chiacchierando con mia mamma in questi giorni:

Le terme di Fogliano funzionavano e pure bene, c’andava a curarsi tua nonna”

“a ma’, ma che me stai a di’?!” le dico con stupore.

Erano anni che cercavo qualche testimonianza, di quello che è stato il più grande sogno di noi semplici cittadini di Latina. Il testimone ce l’avevo in casa e non lo sapevo.

“e chiedilo a tua zia se non è vero”

Ovviamente non ho perso tempo e sono andato a trovare mia zia Anna, sorella di mio papà:

“Certo che funzionavano”

lo dice senza ombra di dubbio. Poi comincia a raccontare:

“Era il 1953 quando ci trasferimmo definitivamente a Latina. Tuo nonno Emilio era stato il primo della famiglia ad arrivare qui. Lui era una guardia carceraria e dal carcere di Locri, dove aveva lavorato sette anni e dove io sono nata, sarebbe dovuto andare a quello di Viterbo, ma per poter stare più vicino al suo paese d’origine, fece cambio con un suo collega.”

L’inizio del racconto già lo conosco, ma non voglio interromperla, anche se aspetto impaziente il resto.

“Tua nonna Esterina soffriva molto con la schiena, e quando arrivò a Latina le consigliarono di fare i fanghi. Allora nonno decise di portarla al lido di Latina, perché aveva saputo che lì, a Capo Portiere, c’erano le terme. Ricordo che era l’estate del 1954 e ogni giorno, con la sua vespa, caricava me e nonna dietro, e zia Liliana davanti a lui e si partiva per il mare.”

“caspita in quattro su una vespa?”

“Eh già, in quattro sulla vespa”

Sorride. Poi prosegue:

“considera però, che io e zia Liliana eravamo piccole e magrissime. Addirittura la prima volta portò pure un grosso ombrellone giallo sotto braccio, lo aveva acquistato nel negozio di Amos Mancinelli che aveva appena aperto in Corso della Repubblica. Ricordo pure che non c’era ancora la strada per arrivare al lido, quindi facevamo un lungo giro e ci voleva tanto per arrivare, ma io e mia sorella eravamo felici, perché sapevamo che poi avremmo giocato sulla spiaggia. Una volta arrivati, nonna andava alle terme a fare i fanghi e noi in riva al mare con nostro padre.”

“Ma nonna Esterina ha avuto giovamento da quelle cure?”

“Sì, mi ricordo che stava molto meglio dopo il ciclo di terapie

“Ma non è che hai qualche documento di allora?”

“Purtroppo no, ma nella mia memoria c’è scritto tutto, non potrei dimenticare quei momenti di spensieratezza, vissuti con i miei genitori e con mia sorella”. Le vedo calare un velo di tristezza, nel suo sguardo, che colpisce anche me, perché la sorella Liliana, nonché mia zia, se n’è andata poco tempo fa, ed era la più giovane della famiglia.

Ecco, questa è la piccola storia che lega la mia famiglia alle Terme di Fogliano.

La storia

È invece di questi giorni la notizia che l’area delle terme sarà venduta all’asta e il nostro sogno, lungo quasi settanta anni, svanirà nel nulla. Evaporerà come tanti altri, ma questo è quello in cui abbiamo creduto tutti. A noi della metro, della cittadella giudiziaria, dell’intermodale, diciamoci la verità: non ce ne frega ‘na mazza, ma delle terme sì, perché avrebbero portato benessere a tutti. E hai voglia a di’ che il getto d’acqua sulfurea si è esaurito.

Ci sono troppi misteri che avvolgono il nostro sogno, a iniziare da una ottantenne signora veneta, che dopo essere stata in cura nel plesso termale, muore ma di cause naturali. Intanto però, il pozzo viene chiuso in via cautelativa, mentre a pochi chilometri da lì, fervono i lavori per la più grande centrale nucleare d’Europa. È un caso o potrebbe entrarci qualcosa? E i politici nazionali e locali, dell’epoca, che ruolo hanno giocato in questa vicenda? Qualcuno disse che quell’acqua era tossica, eppure nel 1951 il professore Mario Talenti, dell’Istituto Igiene di Roma, fu il primo ad esaminarla ed evidenziò la straordinaria composizione organica.

Forse qualche influente politico aveva interessi economici nelle terme di Fiuggi o in quelle del viterbese? Fatto sta che appena giunse la notizia delle proprietà benefiche dell’acqua termale di Fogliano si preoccuparono non poco, soprattutto perché il nostro territorio era molto più attraente: a cinquanta metri dalle terme c’era il mare. Intanto, dopo la morte della signora, le terme non verranno più aperte.

Poi una notte del 1961 un misterioso scoppio squarciò il silenzio di Capo Portiere, era il pozzo da cui usciva l’acqua termale. Molti abitanti della zona vennero ricoverati per problemi respiratori a causa del gas sprigionato dopo l’esplosione. Decisero quindi di cementare il tutto. Da allora, di quel pozzo se ne sono perse le tracce. Prima la vegetazione, poi la realizzazione del parcheggio dell’Hotel Tirreno hanno giocato un ruolo determinante.

La speranza e la delusione

Ma ecco che negli anni novanta iniziano nuove trivellazioni e nel 1999 vengono trovate nuove acque termali. Si presuppone siano molto vicine al vecchio pozzo. Le università di Roma e Napoli attestano l’ottima qualità delle acque, ma poi? Poi inspiegabilmente non succede nulla, solo altri misteri.

Di quel sogno, rimane solo il rudere delle dodici cabine che hanno, realmente, funzionato per qualche anno, e tanta rabbia… per quello avremmo potuto essere e che non siamo stati.

Amen.