Rosa Iovinella e la lezione di Monsù Travet
1 Luglio 2019In Piemonte si chiama travet, per via di una commedia del 1963 di Vittorio Bersezio, parla dell’impiegato pubblico di una Italia appena nata. Il travet è dedito al lavoro, modesto e silente, è dovere e non potere, è rigore, è serietà. L’Italia liberale, quella di Giovanni Giolitti mica sta robetta da operetta di ora, era fatta di politici che sceglievano per la Patria e da “funzionari”, travet, che la facevano funzionare. Di loro non si doveva saper niente se non il risultato del loro lavoro diligente.
Ora, non intervengo sulle qualità, che presumo eccelse, sulla professionalità, che credo evidente, ma credo che Rosa Iovinella, direttore generale del comune, del travet abbia dimenticato la capacità di stare un passo indietro. Lei è capo, capace, dell’amministrazione e deve far diventare vero quello che la fantasia della politica crea, non è creativa è esecutiva. Se oggi in consiglio comunale i rappresentati di questa comunità hanno deciso di parlare anche di lei, la cosa è inelegante la “funzione” non deve far mai parlare di sé, ma deve evidenziare la traduzione della potenza, il progetto e le direttive di Damiano Coletta sindaco, in atto, renderle operative. Il consiglio si deve occupare di potenza, ed è fisiologico, se si occupa di atto c’è una patologia in comune. Se alcuni assessori andati via dalla giunta, ne ha persi sei non uno, segnalano la funzione come potenza, c’è qualche cosa che non va nella definizione dei confini in Comune. La politica non impone mai sulla funzione, ma la funzione funziona non decide. Noi crediamo che l’opposizione esageri, ma personalmente darei, se fossi il sindaco, una revisionata al rapporto decisione-funzione. Vedano sono un vecchio liberale e per me la forma è sostanza, l’educazione è dovere, il buon senso maestro di vita, la coscienza è guardiano contro gli abusi, solo dopo arrivano le regole degli uomini così cangianti e deboli. Non so chi abbia ragione o torto, so che la funzione è piuma nel vento, se è passero già esonda, se è aquila è eccesso anche se per le regole è solo volo nell’aria.
Glossario
Travet: impiegato modesto e diligente, mal pagato e sacrificato sul posto di lavoro dal nome di Ignazio Travet, protagonista della commedia piemontese “Le miserie d’Monsù Travet” del 1863, scritta da Vittorio Bersezio.
Nella foto “Le miserie d’Monsù Travet” con Gino Cervi


