Rifiuti a Latina: Il girello che Dario Bellini vende per missile
2 Luglio 2019Fa un caldo torrido, batte perpendicolare il sole su Latina. La città è così “aperta” che l’ombra non c’è, l’ombra è sottile sottile che neanche la testa ci puoi mettere per salvare i pensieri.
Vado al consiglio comunale, le finestre aperte e anche le porte per far corrente… pare Bengasi. I banchi di maggioranza affollati, quelli dell’opposizione “presidiati”, ma fa caldo. Caldo che, se vieni dal caldo, ti pare tutto così ovattato. Parla Dario Bellini, premetto (e lui lo sa) che la mia è antipatia a pelle, penso abbondantemente ricambiata, ma come diceva un comico partenopeo per prendere in giro i razzisti del nord nei loro luoghi comuni: non è che sono razzista ma sono loro napoletani. Parla e urla: “Abbiamo la raccolta differenziata al 30%, Calvi diceva che era impossibile”.
Non credo a quel che sento è come uno si impegna ad andare in bicicletta e sfotte il prossimo perché va col girello. Non ci credo, ma pure insiste.
Chissà se Bellini sa che a Terracina, quella di Nicola Procaccini la raccolta differenziata è al 70%, ma sono di destra non vale, ma il compagno Tonino Terra (siamo socialisti tutti e due) quando è venuto a Latina per un incontro mi ha osservato meravigliato “Lidano, ma qua avete ancora i cassonetti?”. Perché Aprilia differenza l’80% dei rifiuti ed ha abolito i cassonetti.
E per aneddoti da ragazzo un mio amico si vantava delle qualità del padre sostenendo: “Padremo è forte porta la Giulia “(trad: mio padre è bravo guida una Giulia), un altro rispose e “allora padremo è Dio, porta la trebbia” (trad: Allora mio padre è il padreterno porta la mietitrebbia).
Bellì fermete co so girello, i me staria zitto pe fa bella figura (Caro Bellini si ferme di vantarsi col suo girello, se fossi in lei mi tacerei per non far magra figura). Il girello non è un missile.


