Serpente secolare, quando i nostri contadini addomesticarono le serpi (testimonianze)

Serpente secolare, quando i nostri contadini addomesticarono le serpi (testimonianze)

27 Luglio 2019 0 Di Lidano Grassucci
Abbiamo scritto un piccolo bestiario sul serpente secolare che vive da millenni qui, il ricordo di un “avvistamento” del 91 che, allora cronista di Latina Oggi raccontai insieme ad Alessandro Comandini corrispondente da Cisterna. Si interessò del caso tutta la stampa nazionale e la storia finì anche sull’almanacco annuale Mister Mystere. Il racconto si è dipanato tra mille ricorsi, e alla riscoperta di storie che si accavallano. Nella antica Lanuvio c’era il culto di Giunone Sospita che è così rappresentata: Giunone Sospita (in latino Iuno Sospita, ossia “propizia”) è stata una divinità della mitologia romana, particolarmente venerata nell’antica Lanuvium. Questa divinità nella statuaria e nelle coniazioni monetarie, viene solitamente rappresentata con una pelle di capra sul capo, una lancia in mano ed accompagnata da una serpe”. Descrizione di wikipedia che coincide tanto con il secolare che ha testa di ruminante e guarda caso lòa divinità romana ha pelle di capra sulla testa e il serpente. Le storie a volte. Questo è un almanacco di ricordi, o di verità rimosse. Un posto di leggende il nostro dove i contadini fanno domestici i serpenti e i ciclopi lasciano in eredità mura e serpenti secolari.
Mio padre raccontava di questo serpente dalle forme inverosimili e che mentre scavavano le gallerie per la linea ferroviaria vicino ai laghi delle delle cosidette “Griciglia”  (nella piana tra Sezze e Pontinia) questo serpente si fece vivo destando negli operai stupore e paura!!! Sarebbe interessante sapere come ha fatto a sopravvivere per cosi tanto tempo.
Anna Maria Vallecoccia
Mio padre diceva che quando girarono il film di Mosè a Fogliano scappo un serpente che lui lo vide nel 78 era già grandissimo e si mise paura quindi parliamo buoni di 50 e più anni fa chi sa quanta strada ha fatto. Sarà lo stesso lui mi raccontò che era un serpente del deserto
Maria Consiglia Frascadore
A Lanuvio, dove c’era Il Rito del serpente per onorare Giunone Sospita, ecco un ricordo di un lanuvino:
(In zona c’era) “…un tipo di saettone molto grande e lungo circa 3-4 metri, chiamato dai paesani: il serpente della regina. In un’anedoto, che mi raccontavano in famiglia si diceva che: nell’orto del mio bisnonno Pitollo c’era un gran serpente che, solitamente, lo aspettava, egli gli portava da mangiare e con il richiamo di un fischio lo seguiva come un cane. Mi si raccontava, anche, che questo serpente non era velenoso ma che era ghiotto di latte. Quindi le donne partorienti dovevano stare attente, soprattutto chi abitava nelle campagne (vivevano nelle capanne), perché, nel sonno, il serpente gli succhiava il latte.”
Johanna Leyland
A Carpineto, il ricordo è di Mauro D’Arcangeli direttore di Confagricoltura, i contadini nelle capanne tenevano un cervone, come si tengono i gatti, perchè mangiava i topi e teneva pulita la zona. E il rettile quasi riconosceva il contadino che gli portava qualcosa in aggiunta alla dieta.
Leggenda o fantasia? Mio nonno diceva di averlo visto il secolare, come tutti i contadini di Capannaccio (piana di Sezze) e non era un cervone o un saettone, ed io a mio padre credo. La zona ora è abbandonata e chissà…
E’ la testimonianza di Filomena Danieli, rigorosissima nei mille ricordi che si perdono nel tempo
Nella foto monete romane con Giunone sospita con lancia, pelle di capra in capo ed il serpente
Nella antica Norba si venerava Giunone Lucina, dea della fecondità del far venire in luce, far uscire dal buio la vita nei suoi ricordi