Ferragosto: elogio alle parole crociate, il sole e l’inutile resto

Ferragosto: elogio alle parole crociate, il sole e l’inutile resto

16 Agosto 2019 0 Di Lidano Grassucci

Ci stordiamo di notizie inutili per un anno intero, poi a Ferragosto, a Natale, scopriamo che forse abbiamo bisogno di sapere e non di riempire il tempo. In tv gira la pubblicità di una cosa antica, obsoleta, che pare venire dal giurassico, le parole crociate, eppure “reggono”. Reggono perché sono una sfida alla propria memoria, uno stimolo alla propria intuizione e sono, esse stesse, un ricordo. Le cominci, le studi, ti mortificano, poi ricominci e vinci. Metti il sole di Rio Martino, l’asciugamano pellegrino, il mare che si muove e… ti fai due parole crociate e ti confronti con la vita vera: uno orizzontale “improvviso rovescio di fortuna”, otto lettere. Ci penti, poi fai l’uno verticale “tipi poco raccomandabili”. Se se amante di politica trovi la risposta in Matteo Salvini, o di Matteo Renzi che della fortuna furono amici, fin troppo e dopo la fortuna arriva il “tracollo”, è tracollo la parola giusta. Il sole batte, e comincia per ti la storia dei tipi poco raccomandabili, e chi non li ha frequentati, se hai appena visto un vecchio film di Hitchock ripassato in tv lo hai detto del marito freddo che in delitto perfetto vuole uccidere la moglie per vil denaro, è un tipaccio, qui sono tanti sono tipacci e ci prendo, poi rido pensando a Pinocchio e al gatto e la volpe.

Che mi frega del mondo mi confronto con le cose mie e sulla spiaggia mi passa davanti il mondo a passo lesto, bersaglieri da bagnasciuga ti fanno il panorama diverso. Quasi fatto Bartezzaghi, ora mi faccio il bagno, il tempo passa il sole si mette nella mia stessa posizione e fa striscia sul mare ma che mi frega se un tal Rovazzi e la fidanzata si trovano vicino all’area 51, che a Castelvolturno contestano Salvini con i gavettoni e un carabiniere commenta “almeno mirate bene”. Non abbiamo bisogno certo di tutto il rumore che ci riempie la testa tutto l’anno, ma di giocare con la vita come se fosse quel che è, un viaggio senza affanno nel tempo dato e sono previsti “tracolli” e brutti incontri, i tipacci sono gatti e volpi che “rubano” le nostre ingenuità.