La Fiume di Cesare a Latina

La Fiume di Cesare a Latina

11 Settembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

“Abbiamo fatto una crociera siamo stati a Dubrovnik, bella città sti croati sono bravi, sai hanno costruito mura possenti, dovremmo imparare da loro”

“Siete stati a Ragusa?”

“Ma no, quella sta in Italia, in Sicilia mi pare. Questa mica sta in Italia. Poi a Zadar, bella pure quella altra civiltà i croati quando mai noi”

“Siete stati a Zara?”

“Ma no, da Zara ho comperato i pantaloni nel negozio a Roma”

Cesare Bruni ha messo in mostra nel museo della bonifica i cimeli della impresa di Fiume, lui è nazionalista in una Patria che non sa della sua nazione. La nazione è quella cultura comune che ti fa non migliore di alcuno, ma qualcosa rispetto agli altri. Parla della Dalmazia, dell’Istria delle regioni italianissime (nelle città) che per una guerra persa si sono trovate in altri Stati, oltre cortine ideologiche insormontabili. in 300 mila fuggirono in una Italia che non ne voleva sapere, che visse la sconfitta come vergogna e solo dopo capì il riscatto.

Cesare parla della impresa di Fiume (che oggi gli italiani ignari chiamano Rijeka) di Gabriele d’Annunzio di irredentismo, di patria, di italianità a chi ha dimenticato l’Italia perché, tanto che fa…

Per 377 anni le nostre sostanze, el nostro sangue, le nostre vite le xe stae sempre per ti, o San Marco; e felicissimi sempre se avemo reputà ti con nu, nu con ti; e sempre co ti sul mar nu semo stai illustri e vittoriosi. Nessun con ti ne ha visto scappar, nessun con ti ne ha visto vinti e spaurosi. Se i tempi presenti infelicissimi per imprevidenza, per dissension, per arbitrj illegali, per vizj offendenti la natura e il gius delle genti non avesse ti tolto dall’Italia, per ti in perpetuo sarave stae le nostre sostanze, el sangue, la vita nostra e, piuttosto che vederte vinto e desonorà dai toi, el coraggio nostro la nostra fede se avarave sepellio sotto de ti. Ma xa che altro non ne resta da far per ti; el nostro cuor sia l’onoratissima tua tomba, e el più puro e el più grande to Elogio le nostre lagreme.

Giuseppe Viscovich, discorso di Parasto ultimo capitano veneziano 23 agosto 1797

Nella foto Cesare Bruni durante la cerimonia di inaugurazione della mostra a 100 anni dall’impresa di Fiume nel museo della Terra pontina