Le donne di Lbc che “omettono” la ragazza di Sezze e Gloria

Le donne di Lbc che “omettono” la ragazza di Sezze e Gloria

14 Settembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Scusatemi, ma non capisco. Sono nato sbagliato in ogni cosa ed ho vissuto peggio, ma vi chiedo: perché le consigliere comunali di Latina di Lbc hanno, giustamente ricordato Silvia Romano la volontaria italiana scomparsa in Africa un anno fa, ma manco un lamento per la ragazza di Sezze violentata a 14 anni, e di Gloria uccisa due anni fa in una piazzola di sosta a Prossedi.

Viva Dio, hanno fatto bene a ricordare Silvia, ma una parola per la ragazza di 14 anni di Sezze violentata da un orco di 50 anni con la madre “complice” per vizi propri.

Per lei niente, niente manco un lamento, manco una citazione, manco una lacrima. Una bimba che si affacciava ad esser donna cui hanno “sporcato” l’amore, il reato più grave che c’è perché nega la vita stessa.

Poi c’è un’altra ragazza, si chiamava Gloria Pompili, aveva un torto era nata dalla parte sbagliata, quella sbagliata in ogni angolo di mondo, e forse un poco di più in questo mondo: l’hanno uccisa di botte in una giornata afosa di agosto del 2017, faceva la prostituta, era in fondo alla scala del vivere civile e… in questi giorni il giudice per la sua morte ha chiesto 60 anni per gli infami che l’hanno uccisa, ma i civili? Manco una parola, neanche un lamento. Sono due donne ma stanno nella scala del mondo nel gradino più in  basso, di loro non parla la tv ma non soffrono, o muoiono, meno degli altri. Ci indigniamo delle cose lontano, ma scansiamo quelle vicine, quelle per cui dovremmo sporcarsi le mani.

Bene hanno fatto i consiglieri donna di Latina a lanciare appelli, a chiedere sostegni, ma sarebbe stato bellissimo se in calce alla politica del mondo avessero detto di quella bimba di Sezze, di quella giovane donna di Prossedi. Sarebbe stato umanissimo, lo so che sono politicamente poco corretto, ma vi ho detto sono nato capoculo, nel posto sbagliato, con le idee storte e con la mania di non capire il torto.

Gloria Pompili aveva 23 anni, morta di botte in una piazzola di sosta sotto Prossedi, la ragazza di Sezze a 14 anni senza più la bellezza della vita in un parcheggio della stazione ferroviaria. Io mi indigno. Possibile che non c’è una femminista, un prete, un intellettuale, uno straccio di pietoso rabino, un sindaco, un assessore, un passante che si dica sgomento? Ma li abbiamo i preti qui? O si sono autocarcerati nella bestemmia dei cancelli a proteggere le loro chiese dalla fede?

Un poco ho paura di tanta ipocrisia. Spero che trovino Silvia Romano, che la sua speranza sia viva, lo spero perché mi indigno per Gloria, perché mi arrabbio per la bimba di Sezze, perché sono umano.

Rendo, nel contempo merito, a Rita Palombi, consigliere comunale di Sezze della lista di Coletta versione setina, che si è indignata, e non per il distante ma per il suo prossimo

Sono mamma di una bambina ancora prima di essere donna impegnata in politica e con una professione che fino a 50 anni fa era riservata solo agli uomini. Leggere notizie sul paese dei miei natali che riguardano reati legati allo sfruttamento della prostituzione minorile, fa male, mi rattrista e mi fa pensare che abbiamo il dovere di non tacere di fronte a questi drammi. Abbiamo l’obbligo di chiederci e ragionare insieme come agire nella direzione da intraprendere per migliorarci tutti, per ricucire e ricostruire una comunita’ piu’ generosa, piu’ attenta ai bisogni del prossimo e meno omertosa, pronti ad affrontare con coraggio il dolore che si respira nell’aria.

Almeno… e queste parole non escludono il dolore per Silvia, ma riconoscono quello vicino.