Lettera aperta a Fabio D’Achille, non scusarti di essere umano
28 Settembre 2019Caro Fabio ma perché ti difendi, che reato avresti commesso? Se il reato è campare, sei reo. Se il reato è essere umano, sei reo. Perché dovresti scusarti, questo sì, del moralismo bigotto, triste e imbecille del tuo movimento alle sue origini. Di questo si dovresti chiedere scusa, perché questo era inumano, non oggi che sei umanissimo. Si caro Fabio questo vecchio menscevico ora sta con te ora ti riconosce, ora sta contro le streghe della nuova morale, come prima stava contro di te nella antica morale non meno idiota di questa.
Ti ricordi eravate i puri che alla guida di Riccardo Cuor di Leone vi lanciavate contro gli infedeli, oggi hai scoperto che anche loro pregavano l’umanissimo stesso Signore, anche il Feroce Saladino è uomo
Ma i moralisti han chiuso i bar
e le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori:
è bello ritornar “normalità”,
è facile tornare con le tante stanche pecore bianche!
Scusate, non mi lego a questa schiera:
morrò pecora nera!
(Canzone di notte n 2, Francesco Guccini)
Era una brutta storia di Savonarola venuti a salvare l’umanità da se stessa, ricordi stavate con la democrazia diretta, con Pericle… ora hai scoperto Machiavelli, la libertà della tolleranza, la bellezza che anche i preti (che io e te non abbiamo in simpatia) hanno scoperto dividendo l’errore dall’errante, duri con il primo misericordiosi con il secondo.
Ecco, caro Fabio ti devi scusare di prima, ora stai vivendo da umano con la possibilità di errore compresa.
“La ferocia dei moralisti è superata soltanto dalla loro profonda stupidità.” (Filippo Turati)


