Enrico Baratta l’uomo che ha portato i setini nel mondo e pure a Sezze
29 Settembre 2019 0 Di Lidano GrassucciSe va comm’ ‘à lu viento a l’intrasatto
Guè, saglie sà! Guè, saglie sà
Jamme, jamme ‘ncoppa, jamme jà
Funiculì, funiculà!
Giuseppe Turco ci scrisse una canzone nel 1880 su un trasporto che cambiava la vita della gente. La funicolare portava sul Vesuvio ma cambiò Napoli, l’Italia e con la musica il mondo. Noi, noi che viviamo nei piccoli posti ci accorgiamo di meno delle cose grandi: 30 anni fa a Sezze arrivò la sua funicolare, quella circolare che unica un paese così distante che gli incontri erano cose da giganti. Lui, l’uomo della funicolare, è Enrico Baratta un innovatore che fuse la sua visione (allora dovevi far vedere la macchina non muoverti, andare in bus era un onta quasi) con quella di un altro che guardava domani, Alessandro Di Trapano. Una Sezze che era orgogliosa di servire (dei suoi servizi) che si pensava comunitaria, oggi un poco meno.
Enrico Baratta ha fatto, e fa, girare i setini per la città, ma li ha portati al mare, li ha accompagnati in gita. E’ stato quello che ha “mosso” una città, l’ha fatta camminare, correre andare.

Per generazione non ho frequentato Enrico, ma Franco sì, detto “bus, bus”, lui è spettacolo nel viaggio. Sul bus si sente un gigante. Insegnavo al Corradini e facemmo una gita a Venezia, compagni di avventura Quintino Carissimo, Carlo Giordani, Luigino Tufo, sotto la “supervisione” di Maria Manzoni (a scuola il preside si “fidava” poco di noi), Franco aveva comperato (credo fosse un Volvo) un bus da 720 cavalli e ogni volta che cercavamo di convincerlo a portare i ragazzi da qualche parte extra lo stretto viaggia.. “ma su 720 cavagli, atecco mica stamo a scherzà”. E solo a dirlo vedevi il gasolio che bruciava nel motore
Ma poi ci portava e si divertiva non meno di noi, anzi con noi, anche per reggere lo sfottò.
I Baratta hanno dato il mare a Sezze, il capolinea a Capoportiere del bus prese il nome dalla sua funzione “lo sbarco”. Cambiava la geografia, cambiava l’idea di altro e per i setino non si sbarca dal mare, ma si sbarca dalla terra al mare.
I Baratta in un mondo di troppe imprese improvvisate sono la parte seria, la parte quasi di etica protestante in una città barocca, trenta anni di trasporto urbano, 50 di noleggio bus:
360.000 chilometri di concessione per il trasporto urbano;
30 anni di servizio pubblico nel comune;
50 anni (mezzo secolo) di attività nel turismo;
una flotta di 12 bus urbani e 10 da noleggio;
16 dipendenti diretti.
Ora in azienda ci sono Franco, Anna e Isabella, ma lui, Enrico a 82 anni, è la guida, quello che ha avuto l’idea visionaria di pensare ciò che non c’era.
Il mondo lo ha cambiato Enrico che era il “numero” 8 di dieci figli, ma era nato in una porta (Porta Romana) e li c’era il destino, perché dalla porta puoi fare due cose: o ti chiudi dentro, o ti apri e vai a vedere il mondo. Enrico ha scelta la seconda e poi nel mondo ci ha portato tutti, tutti i setini
PS: Ringrazio Isabella Baratta che mi ha fatto ricordare anche un po delle mie cose, e dedico queste righe anche a Quintino che non c’è più e a un mondo che spero ci sia ancora.
Nella
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Info sull'autore
Direttore di Fatto a Latina. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, Latina Quotidiano, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni. E' presidente dell' associazione "la scelta per Davide, Latina amica di Israele", presidente della giuria del Premio Camilla del Comune di Priverno. Portavoce del premio internazionale di fotografia Città di Latina


