Sezze, l’incendio che inverte la sequenza del tempo

Sezze, l’incendio che inverte la sequenza del tempo

6 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Tra questi vicoli ti sentivi sicuro, al sicuro, i ragazzi seguivano la cronologia del tempo ed imparavano dai vecchi. Sì, investivano saggezza in futuro. Oggi a Sezze i ragazzi fanno paura, i vecchi non sono saggezza. Naturalmente generalizzo, naturalmente parliamo di estremi, naturalmente c’è qualcosa che nella nostra natura si è interrotto. Una casa bruciata a via San Carlo, la via grande, la madre delle strade setine nel suo centro così stretto da essere un guscio a difenderci, non un teatro ad offendere, la casa di una donna sola e la facilità di ferire.

Bisogna parlare, parlare sempre, le parole sono il filo con cui puoi cucire gli strappi, con cui rammendare anche gli strappi profondi. Il nodo qui non è chi fa l’assessore, chi è a gara a dire la sua, il nodo è parlare di cosa viene a mancare, di cosa si è rotto nel filo retto del tempo in cui si passava di padre, in padre e poi al figlio e poi ai vicini, poi agli ultimi per salvare i primi ed i primi si sentivano eguali.

Vedete, io non sono più lì su, e mi è presa una malattia di ricordo di un tempo in cui avevo speranze e le ho avute qui, poi le ho spese in un mondo che già era baro, ma vorrei tanto che il mio non fosse uguale. Se ne discuta in consiglio, nelle associazioni, si discuta di ragazzi che si fanno prepotenti, di donne violate nel posto dove erano sempre e solo rispettate, se non venerate, se non riconosciute madri di ogni cosa di questo mondo.

Qualche amico mi ha scritto rimproverandomi di scrivere esaltando la normalità, di aver ricordato madri andate via presto, o raccontare di setine che vanno nelle fiction della storia di questo posto, io vorrei scrivere di questo non di ragazzi che senza alcun rischio, giocano a mettere a rischio la vita di una donna anziana, o che fanno prepotenze in un mondo che era per abbattere le prepotenze.

Non facciamo che questo posto diventi come gli altri, come i posti dove la sera è paura, la notte timore e la mattina anonimi signori si sfiorino non  vivendo mai.

 

Foto di Franca Salino, che ringrazio