Anpi: Liberi o liberati, discussione fuori tempo sull’Urss

Anpi: Liberi o liberati, discussione fuori tempo sull’Urss

7 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Ringrazio gli amici dell‘Anpi di Sezze per avermi “costretto” ad una riflessione sulla libertà e sul totalitarismo. La vexata quaestio è se sono stati più cattivi i nazisti o i comunisti, se i comunisti sono stati liberatori o oppressori. Per l’Europa, tutta, sono stai, i comunisti al potere, versione del totalitarismo. Quando dico tutta dico tutte le sue tradizioni politiche, socialisti, liberali, cristiano democratici. In tutta Europa la cosa è passata in modo quasi indifferente qui, da noi in Italia, l’Anpi ha “contestato”, la tesi è che nazismo e comunismo sono “incomparabili”. Va detto che la risoluzione non compara ma condanna due orrori, la risoluzione ricorda che la seconda guerra mondiale nasce dall’aggressione della Polonia, aggressione concordata con l’Urss in un accordo spartitorio di quel paese, e la cosa non è segreta e non lo era neanche nel settembre 1939.

Non è che la cosa mi faccia morire, l’orrore non si distingue per sfumature. Ma la riflessione che c’è dietro è sulla verità ed è, quindi, sulla mia storia: vengo da una famiglia comunista per via maschile e da un rigore religioso vicino alla santità per via femminile. Il nodo in questo quadrò non era il vero, la verità, ma cercare lo spazio per la libertà.

Le cose erano giuste perché verità di un partito, o sante per verità del Verbo, l’opinione era sostituita dal credo.  Non si rispondeva al perché delle cose, ma si ordinavano le verità indiscutibili. Per guadagnarsi il paradiso o per mutare l’uomo e farlo migliore era lo stesso.

Non capivo questa uniformità, e nei canti della chiesa mi piaceva chi stonava, e mi piacevano sempre quelli strani, quelli che non stavano nella norma, quelli che avevano il genio di scartare di lato. Non guardavo il sacerdote che aveva sempre ragione, ma i fedeli nelle mille facce che nascondevano altrettanti errori.

Diventai socialista per reazione al verbo e ad una giustizia che era una e basta e a me non bastava mai.

I socialisti litigano tanto, fanno confusione, si confondono, si contraddicono, si sporcano col bisogno ma non predicano il vero ma il verosimile, cercano risposte che domani sanno che, forse, saranno errate.

Non bestemmiano perché non pregano e quando qualcuno di loro comincia a pregare si inventano un’altra direzione, un altro rito. Metti due socialisti insieme avrai almeno tre sogni diversi.

I socialisti non hanno una direzione, ad ogni bivio si rimettono in discussione. Non mi piaceva la gesuitica organizzazione dove comanda chi sa la verità e il resto è massa inverosimile.

Sto con Matteotti, sto con i fratelli Rosselli, con Saragat, con Nenni e la sua passione repubblicana,  e con il loro amore per la libertà senza cui il socialismo non ci sta. Per questo ho scelto il dubbio, non la verità. Sono antifascista perché non mi intruppo con una unica camicia e odio il colore unico e se unico diventasse il mio, che è rosso, mi ribellerei uguale perché la giustizia è conquista non imposizione.

Mia nonna pregava e mi spiegava “io sono la via, la verità, la vita”. Credo che avesse delle ragioni ma con quelle stesse ragioni ci hanno ucciso le emozioni. E mi piaceva Valdo, il frate che andava per monti e diceva del Dio che era in ciascuno. Diceva di non di genuflettersi davanti al vescovo, ai suoi ricchi paramenti, di non temere le chiese così grandi da diventare inumane, credeva nella pietà non nella maestosità.

Chiese così grandi da diventare inumane, così belle da non avere le rughe dell’errore, la misericordia per l’errante.

Da questa verità, poi le due versioni sono più simili di quanto appaia, sono esente ed ho anche il dubbio che ci siano li dentro ragioni e non torti, altrimenti sarei “credente” e non dubbioso.

L’Urss ci ha salvato dal nazismo? Sicuramente ha reagito all’aggressione dei nazisti, sicuramente c’è venuta a patti, certamente ha colto opportunità. Ma la libertà è un’altra cosa è quel conservatore di Winston Churchill che “promette lacrime e sangue”, che salva il mondo dall’orrore e che finito tutto rimette al giudizio degli elettori che votano laburista. Stalin non si presentò al voto dopo, non penso manco al voto, alla scelta della sua gente e si fece “zar” anche di chi la guerra portò sotto il suo dominio. Orrore per un democratico, orrore p

Enrico Berlinguer dopo aver detto che ““La spinta propulsiva nata dalla rivoluzione socialista d’ottobre è venuta esaurendosi. Oggi siamo giunti ad un punto in cui quella fase si chiude” ed era il 1981, poi disse che l’ombrello della Nato garantiva la libertà ed erano decenni fa. Una riflessione lunga quella dei comunisti italiani, insieme ai francesi, agli spagnoli in un percorso verso il socialismo democratico.

Chi ha liberato l’Europa? La libertà l’ha liberata, qualcuno si è difeso, qualcuno ha speculato ma il messaggio era di riscatto non di sostituzione.

Chiunque verrà nella mia Patria imponendo un solo colore ci troverà sempre a difendere gli altri colori, per questo sono antifascista e mai pacifista perché rivendico il sacro diritto di resistenza ad ogni sopruso.

Ma ho il dubbio che sto sbagliando tutto, ma per questo lo rifarei. Io non ho la certezza che l’Urss di Stalin e i tanti stalinini erano brave persone. Ho conosciuto mio padre e mio nonno, erano comunisti non mi hanno mangiato, ma il dubbio che in nome del giusto avrebbero cancellato la mia differenza resta. Io sono di un patto giurato tra uomini liberi, per dignità e non per odio.

Questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo

Pietro Calamandrei, socialista

Per questo non sono comunista, per questo sono socialista. 

 

Foto, campi stalinisti, chiamateli (se volete) gulag