Latina di Cisterna, Carturan ci “scippa” pure il commercio

Latina di Cisterna, Carturan ci “scippa” pure il commercio

7 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

A Latina hanno il vizio di pensare che il mondo sia lo spazio compreso tra Borgo Faiti e Fogliano e tra il Grappa e Montello. Continuano a tenere chiuso il teatro e la stagione teatrale si fa a Pontinia, hanno il palazzetto chiuso e la pallavolo gioca a Cisterna, mentre loro, a Latina, non riescono a fare nulla, neanche a far riaprire il Giacomini.

Sta arrivando non a Cisterna, ma a 20 metri da Borgo Piave, un mega centro commerciale con un investimento previsto di 100 milioni di euro, 200 miliardi di vecchie lire. Una roba che sottrarrà, definitivamente, a Latina, la sua funzione commerciale già minata dall’aggressività di Aprilia. Il progetto è stato approvato in consiglio comunale di Cisterna, venerdì, certo i tempi non saranno brevi, ma sicuramente il tutto sta avvenendo senza che a Latina si apra uno straccio di discussione, una qualche forma di coordinamento delle politiche commerciali dell’area nord pontina. Se associamo a questo rischio, l’indifferenza con cui quelli di Latina subiscono la chiusura della centrale della NATO a Borgo Piave e l’annunciato trasferimento della scuola di volo del Comani, si ha un quadro completo di una classe dirigente, tutta nel suo complesso che non ha neanche lontanamente l’idea della città che sta amministrando, non ha uno straccio di idea sul futuro e sulle funzioni di un area urbana che dovrebbe essere capitale. Naturalmente a Cisterna hanno pensato a prendere in corsa la possibilità di uno sviluppo commerciale, integrando l’immagine di Ninfa con il giardino di Torrecchia e l’area archeologica di Tres Tabernae e la funzione sportiva con il palazzetto, sede di una squadra di serie A di pallavolo, “scippata” anch’essa a Latina. E non parliamo di un’amministrazione iperefficiente, ma di un Carturan declinante; immaginate cosa avrebbe fatto se fosse stato nella sua fase migliore, alla stazione del treno, ci sarebbe già scritto, Latina di Cisterna, liberando Cisterna da quel “di Latina“, che non c’entra nulla, visto che c’era già prima.

 

foto palazzetto sport cistern