Storie d’autunno, la biglia

Storie d’autunno, la biglia

8 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

La biglia colorata ruota e pare elica con la scia. Elica… che non spinge barca ma fa traccia di colore. Da bimbo erano così belle le biglie di vetro, pulitissime con anime coloratissime. Bellissime. Quel movimento sinuoso lo ritrovai molto tempo dopo, come se quel ruotare fosse educazione al bello alla seduzione.

I colori delle biglie si mischiano, si confondono, si scompongono. Sono colori iperbolici, innaturali se non nel volo effimero di farfalle tropicali.

Non sapevo che quel moto della biglia avrebbe segnato la mia idea di bellezza di domani.

Trovai dopo dame che viaggiavano con quella eleganza, dame del settecento in cui tutto era così elegantemente decadente, come bizantine piacevolezze.

Poi nell’incidere del vivere scopri che non dame, ma dama è quella che sa di quella armonia. Ecco, l’idea di armonia nacque in quel moto di biglia.

La pallina di vetro è come occhi che si fanno vitrei di passione, è come vestito aderente che fa la forma ruotare.

E’ bellezza senza inciampi, la sfera è perfetta non si ferma, non ferma a nulla. Come musiche istintive, musiche suonate ad orecchio ma in cui ti perdi. La biglia fa il corso, come incedevano le donne di Bocassile dalle forme femmine senza tagli, senza misure.

La biglia educa all’eleganza, diventa il canone dell’incontro che cerchi. In discesa va veloce, poi la prendi tra le mani ed è come sasso levigato dal fiume, fa le facce sopra, fa i colori sotto come amplificati.

Mi innamorai di una biglia? Tutti i bimbi amano le biglie, corrono dietro le bimbe e alzano la testa e sono uomini che amano le donne, la vita.

Ho trovato in un cassetto le mie vecchie biglie, ho trovato nell’anima la mia biglia e l’elica fa colore