Treno dixit21/ Quando l’assessore umiliò 007

Treno dixit21/ Quando l’assessore umiliò 007

9 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci
E’ buio pesto, il maresciallo già chiacchiera. Gli altri arrivano alla spicciolata, il marinaio e il presidente viaggiano ad unisono per vie parrocchiali, l’assessore arriva con il peso della sua presenza che fa rumore. Il capostazione annuncia che il treno parte dal binario 3 e non dall’uno. La cosa ci da noia, siamo abitudinari, lo spagnolo storce la bocca ma “conquista” il 3. Il clima è… segreto
Faccio: “ma è vero che gli americani ci hanno chiesto aiuto con i servizi segreti?”
L’assessore si fa strano, come se avessimo toccato un tasto dolente. Certo siamo tutti dentro un gioco goliardico, ma è più serio del vero.
L’America che chiede un favore ai servizi segreti italiani è come se il Papa chiedesse un parere teologico alla sezione repubblicana di Velletri, ma qui ci scrivono fiumi di inchiostro.
Interviene l’assessore: “e no, noi demmo manodopera al Belgio in cambio di carbone, ora diamo “intelligenza” in cambio di provolone”. E parte con l’elogio del Castelomagno, e dei formaggi a grana dura, replico del gorgonzola e i servizi segreti italiani finiscono con un piatto di maccheroni.
Il maresciallo, che è informato, svela il mistero dei mancati dazi agli arrosticini “Pompeo è abruzzese”.
Intanto il marinaio e il presidente ascoltano, riferiranno ai servizi segreti vaticani. Pare che il vaticano abbia preti in tutto il mondo, se lo scopre il Fatto Quotidiano o il Corriere della sera siamo fritti e Mentana ci fa 200 maratone.
La coa si complica, Trump ha investito tutto per il 2020 nei nostri servizi: il prode brigadiere Ciccilllo Capece dovrà fare il lavoro degli inetti esperti della Cia. E il Mossad, dilettanti rispetto al nostro Ciccillo, 007 è mortificato perché con le femmine ci piglia più l’assessore e i francesi con l’ispettore Clouseau neanche si presentano.
Resta Ciccillo.
E non lo diciamo, ma noi del teno ci sentiamo rispetto a tante fregnacce delle persone serie.
A dimenticavo il saluto a Furlanetto, che ci legge in copia, il Sabotino è salvo e comunque gli americani con i curdi hanno segnato una infamia senza fine.
Siamo a Roma.