Con i curdi e quell’Europa che muore di paura, per paura

Con i curdi e quell’Europa che muore di paura, per paura

13 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Sto con i curdi e questa volta gli americani di Trump con il loro cinismo mi hanno fatto senso, mi fanno senso. Ammetto e rivendico che mi coinvolsi nella sfida laica di Musafà Kemal l’Ataturk (il padre dei turchi) che sognava una Turchia laica, europea, dove pregare era cosa dei preganti, vivere cosa dei viventi. Un percorso che ha fatto la Turchia moderna, poi i fanatici che vorrebbero far vivere le persone come loro pregano sono tornate. Sono tornate nella faccia di Erdogan che è tornato ad avere sogni ottomani. Eppure se l’Europa avesse dato forza alla storia di Kemal, se fosse stata generosa con la Turchia laica oggi non ci sarebbe una Turchia neoimperialista.

Ma bisognava avere il coraggio di far entrare la Turchia in Europa e i tedeschi hanno scelta la paura e la loro piccola rendita di posizione non la lungimiranza di portare questo continente a contare in medio oriente. Ora? Ora si paga il conto della pavidità, in politica se non sei coraggioso non sei vile, ma non esisti. E l’Europa non esiste. Sto con i curdi, come ho amato gli armeni, come amo tutte le mille differenze e nessuna superiorità che fanno colorata l’umanità. L’Italia dovrebbe trovare la dignità di fare politica estera, di segnare la viltà americana, la prepotenza turca, l’ignavia di chi non si schiera.

L’Europa deve difendere i curdi a costo di mandare i suoi soldati a difenderli, non sono pacifista, sono per la giustizia. Soldati europei nel nord della Siria impedirebbero qualsiasi azione turca. salverebbe un popolo e, per una volta, ci farebbe orgogliosi di essere europei: coraggio europeo contro viltà americana, prepotenza turca. Varrebbe la pena di stare insieme. La marina italiana a Valona, il 12 dicembre 1915, salvò l’esercito serbo nella prima guerra mondiale, eravamo capaci di generosità, salvammo quasi 200.000 persone.

Ma non lo faremo.