Lettere d’amore e quello strano intreccio d’amor pontino

Lettere d’amore e quello strano intreccio d’amor pontino

16 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Si chiamavano Stella e Vittorio, la loro storia d’amore tra Priverno e il mondo l’ha scritta attraverso le loro lettere Stefania Paoloni su queste colonne. Una bella storia dell’ingenuità di un secolo fa. Una storia che ha appassionato i lettori, tra ardori, viaggi, lontananze. Mi sono chiesto perché, perché tanta grazia per questa storia? Ed ho cercato le storie d’amore che stanno in questa storia e ne è uscito un filo lungo, rosso che ci racconta tutti e racconta di questi luoghi, di questa strana gente che siamo noi, delle ragioni delle nostre libertà. Non era forse Circe una donna di qua? Certo era maga, ma la magia non è altro che lo spiegare l’essere donna, cosa così eccezionale, che ogni donna è maga e gli uomini sono condannati alla loro mediocrità. Ha amato desiderato Ulisse, lo voleva sottrarre al mondo agli amici, ma l’amore ha bisogno di amore e Ulisse era eroe non amante, sapete come finì la storia e qui restano i porci. E’ terra di amori contrastati è Camilla, principessa che combatte, che non vuole Ufente e lui piange lacrime di zolfo destinate all’eternità, per un amore che non si può fare.

Non c’era possibilità di arginare il pianto della bella Ninfa chiusa nella torre, si arriva al martirio per amore di Dio di Santa Maria Goretti. Donne, insieme ad altre, amori che hanno dentro la disperazione dell’impossibilità e l’impossibile è maschile, femminile, perchè le pene d’amore non hanno sesso, età e anche nazionalità.

Sarebbe stato nostro Ulisse se fosse rimasto qui, se la grazia di donna avesse prevalso sugli amici, sul ritorno, sul destino, sul vagare. In fondo le lettere d’amore di ogni innamorato si fanno eguali nella ricerca di non disperarsi, di sperare.

Facciamo ricordo di ogni cosa brutta, ma mai ricordiamo che c’è un filone fertile, dal cielo del mattino alla sera che è utile forse ricordare una madre da sentire, un amore da cercare.

Lettere ingenue di ragazze e ragazzi, letteratura radice di occidente, ma si soffre maghi e umani di medesimo dolori. Questa la ragione che spiega la ragione dell’emozione di lettere semplicemente d’amore, la ragione e che le abbiamo scritte tutti parole destinate ad amori impossibili, consumati, o di cui conserviamo gli addii