Latina, archivi aperti e la musica respira

Latina, archivi aperti e la musica respira

16 Ottobre 2019 0 Di Luca Cianfoni

Con la cultura non si mangia, questo si è soliti dire. Quello che si dovrebbe fare invece, ogni tanto, è farsi mangiare dalla cultura e questo stanno provando a fare due Fondazioni perni di cultura nel nostro territorio come il Campus Internazionale di Musica con l’iniziativa Archivi Aperti e la Roffredo Caetani con L’anfiteatro dei Monti Lepini.

Facciamoci mangiare dalla cultura

Come facciamo ad essere mangiati dalla cultura? E cosa significa? Significa semplicemente aprire occhi ed orecchie a quello che abbiamo intorno e lasciarci stupire. Lo hanno fatto domenica scorsa 1200 persone che si sono fatte abbracciare dai colori autunnali del Giardino di Ninfa grazie all’iniziativa “L’anfiteatro dei Monti Lepini“. Queste persone divorate dalla cultura sono poi state catturate dagli affreschi rinascimentali della Cappella dell’Annunziata e dalla Chiesa di Sant’Oliva a Cori, dove venerdì ci sarà una nuova serata di Inkiostro a tema cinematografico. Infine hanno scalato il colle corese fino a raggiungere il tempio d’Ercole, tornando ad essere degli antichi coresi veneranti il semidio greco.

Che la musica respiri

Che Latina ora segua l’esempio, lasci respirare la musica e si faccia mangiare anche note. A preparare il tutto ora è la Fondazione Campus Internazionale di Musica, un vero traino musicale per tutto il territorio. I loro sforzi purtroppo non saranno mai ripagati abbastanza per quel Festival Pontino di Musica che ogni anno porta a Sermoneta e in tutto il nostro territorio artisti musicali di fama internazionale, con performance straordinarie soprattutto all’interno delle scuderie del Castello Caetani di Sermoneta. Non a caso infatti in quest’occasione le due fondazioni collaborano, dando vita a una vera e propria esplosione di cultura, facendo rimanere fagocitati gli spettatori dai luoghi e dalle note

Archivi aperti l’iniziativa della Fondazione Campus Internazionale di Musica

Lettere, carte, abbozzi musicali, registrazioni, CD, foto, partiture, articoli, materiale a stampa, riviste, manoscritti, a questo apre le porte l’iniziativa Archivi aperti della Fondazione Campus Internazionale di Musica. Al suo interno infatti si trovano beni inestimabili appartenuti a giganti della musica classica contemporanea. Goffredo Petrassi, uno dei più liberi compositori italiani; Barbara Giuranna, compositrice italiana morta nel 1998; Luis de Pablo, compositore vivente spagnolo; Ivan Vandor, musicista e etnomusicologo che ha decodificato musiche asiatiche direttamente in Tibet; Fausto Razzi, estremo conoscitore di musica barocca e infine tutti gli scritti del compositore Gino Contilli.

Aprire un archivio è un’operazione semplice ma bellissima, permette alla Storia, quella vissuta da attori come quelli appena elencati di essere letta e capita meglio. Permette a chi guarda di capire l’umanità degli artisti e il genio di quegli uomini che hanno ricevuto in dono l’opportunità di trasmettere con l’arte messaggi eterni, inesprimibili in altri modi.

Visitare un archivio permette di essere mangiati dall’arte, che è l’unico strumento di trasmissione della bellezza.

 

info per le visite: 0773605551