Cisterna, una città nelle mani di una moneta

Cisterna, una città nelle mani di una moneta

16 Ottobre 2019 0 Di Luca Cianfoni

Cisterna sta diventando sempre di più una città dal doppio volto, come se fosse una moneta. La cittadina dei butteri rivela ogni giorno una faccia piuttosto che un’altra, da una parte le opportunità da una parte un malessere sociale che sfocia il più delle volte in violenza.

Cisterna, il gioco del destino

Opportunità o malessere. Queste le due facce della moneta, in mano ad un uomo, di cui non si scorge il volto. Il lancio in aria e poi le possibilità di avere un risultato piuttosto che un altro. A questo sembra essere ridotta Cisterna, una città che purtroppo non riesce a prendersi più in mano e che ogni volta che sembra sollevarsi un po’ ricade per qualche colpo sinistro della sorte. Siamo sicuri però che sia solo sorte e fortuna a guidare la città? Nel mezzo infatti non può esserci solo il caso benevolo o malevolo, in quella fessura che indirizza il destino verso una delle due parti, dovrebbero esserci gli uomini che come diceva Pico della Mirandola, sono gli artefici del proprio destino.

Una faccia della medaglia

Il destino cinico e baro, dunque, lanciando la moneta in aria, potrebbe far vedere al mondo tutto il malessere all’interno della città. E allora ecco che a San Valentino, lo stesso giorno in cui Don Livio festeggiava i suoni 50 anni di sacerdozio, due persone si sono prese a sprangate, fino a ridurre un ragazzo di 24 anni in coma. Questo è solamente l’ultima delle manifestazioni di malessere sociale all’interno della città. Un altro episodio meno violento ma deturpante è quello della mole di rifiuti abbandonata sulle strade, che ancora continua a colpire soprattutto via Roma e via San Tommaso d’Aquino.

L’altra faccia della medaglia

Lanciando ancora, la moneta potrebbe cadere sull’altra faccia, quella delle opportunità. Allora in questo caso il mondo verrebbe a conoscenza della bellezza che avvolge Cisterna e che se sfruttata bene, la farebbe diventare unica. È il caso dell’iniziativa Cisterna delle Meraviglie che grazie all’associazionismo e anche all’amministrazione, sta facendo scoprire in primo luogo ai cisternesi quanto sia bella Cisterna. Torrecchia Vecchia, Ninfa, Tres Tabernae, il bosco del Filetto, Palazzo Caetani, Cisterna Vecchia. A confermare la validità del luogo in cui viviamo sono anche gli addetti del settore, che hanno premiato a Rimini il percorso La via dei Caetani, presentata dall’amministrazione comunale insieme alla Pro Loco, al comune di Sermoneta e alla Fondazione Caetani. Un’esperienza di rete che deve far capire che solo unendosi e integrando le proprie bellezze e le proprie ricchezze si può fare molto.

Gli uomini di mezzo a Cisterna

Di questa doppia faccia della moneta, la città se ne accorge quotidianamente e probabilmente anche chi politicamente lavora all’interno del palazzo comunale. Le iniziative messe in campo in ambito turistico sono lodevoli, così come pure la riattivazione dello stadio (a mezzo servizio) e del palazzetto, ma probabilmente serve ancora qualcosa di più, come ricostruire e riconnettere il tessuto sociale e scuotere la città per far risvegliare il senso di appartenenza. Serve una visione chiara del futuro di città quella che sabato scorso Carturan aveva di voler riportare alla cittadinanza nell’incontro con il capogruppo 5Stelle Capuzzo e che purtroppo non abbiamo visto per problemi interni alla sua maggioranza. Cisterna ad oggi non ha bisogno di beghe interne ad una maggioranza politica, ma di favorire il ritorno ad un contesto sociale positivo e identitario, che permetta ad ognuno di sentirsi parte della città e quindi di rispettarla.