Treno dixit23/ Il ciacionismo di ritorno

Treno dixit23/ Il ciacionismo di ritorno

16 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Buio stamane, accenni di bruma sulla pianura. Il treno intercity night indugia sul binario uno. La folla si accalca, pare un giorno di festa. Il maresciallo è, appunto,  di festa vestito con cravatta bordeaux, ma il marinaio, lo spagnolo e l’assessore lo “gelano” con la pashmina, un trio vanità che ben ci sta. Certo la politica è bella, la vita sociale pure, e lo sfottò non è da meno, ma l’estetica…

Ecco fatta la digressione sui curdi, sul mistero gaudioso di Durigon (ieri era a La7), sulla indipendenza del Carso, sulle truppe di Furlanetto che quasi sono a Chiusuola, il “discorso” si fa visivo, si fa della meraviglia che hanno gli occhi agli azzurri di Giotto alla cappella degli Scrovegni a Padova, al seguire lo sguardo della Gioconda che l’assessore direbbe “guarda solo me”.

L’idea del femminile è quella delle donne di Boccasile che si cercano per la rarità. La gente affolla treno e stazioni, ma oggi sembriamo jattoni che seguono amori impossibili nel lasso di tempo senza senso di un viaggio sempre uguale, antiche cortesie di ragazzi da bar di periferie dove le donne sono mito irraggiungibile e le storie relative sono da Barone di Münchhausen. 

La si spara grossa e lo sguardo è come quello di un pellerossa alla prateria. Certo mica è normale in un mondo che non sa più neanche guardare, che fa indifferente la bellezza che gli azzurri di Giotto sono fotocopie di un cielo mancato. E il presidente lo abbiamo perso, quando torna ci guarda con la bonomia del saggio che  ha discepoli discoli e insensati.

Non c’è più la grazia, non ci sono le grazie, si vive delle disgrazie quotidiane. L’assessore segue la scia, occhi alzati e sogni presenti lei è un lampo in un tratto breve, ma in fondo cosa conta, il lampo e non il tuono. Sul lampo faremo tuoni di discorsi lunghi una vita che diventa infinita una sensazione appena abbozzata, goliardia ritrovata.

E il paragone è la forza pura dei trattori, con i loro inossidabili motori: Same; Massey Ferguson, Case, Fiat, Lamborghini roba da ragazzi di periferia che per il tempo di un viaggio dimenticano di essere uomini fatti e tornano bambini.

Nella foto manifesto di Gino Boccasile