Turismo, Latina va a “ripetizione” da Riccione
25 Ottobre 2019Il manifesto è diviso a metà, da una parte la “solitudine” della spiaggia di Latina, dall’altro l’ordine dei bagni di Riccione. Per anni ho sentito, faccio questo mestiere ogni giorno al 1988, snobbare Riccione: noi il turismo di massa… noi la spiaggia invasa… e che siamo Riccione noi…
Noi, quella spocchia degli sciocchi da sinistra a destra, come se la gente, le persone fossero malattia e non vita e risorse. Ora ci sarà un convegno l’8 novembre prossimo, organizzato al Circolo cittadini dall’associazione Minerva, Impresa e Confcommercio con il sindaco di Riccione, Renata Tosi, e l’assessore al turismo e agli eventi Stefano Caldari, oltre al presidente di Confcommercio Lazio sud, Giovanni Acampora e Annalisa Muzio di Minerva, Giampaolo Olivetti di Impresa.
Insomma, per una volta, facciamo una cosa normale. Mia madre diceva “va con chi più ne sa e facci il resto”. Ma qui la presunzione è sovrana e abbiamo sempre pensato ad un meglio che era solo ignoranza del meglio. Il turismo è una cultura che è fatta di territorio ma anche di educazione dei cittadini, buona amministrazione, professionalità degli operatori e capacità degli amministratori di avere il senso delle cose non la loro verbosità.
Facciamo come Riccione, magari ci riuscissimo, ma intanto andiamo a vedere, cerchiamo di capire. Quando a Riccione facevano turismo di massa da noi l’unica a fare il baglio a Sabaudia era la bufala di Bufalara, quelle di Fogliano manco ci provava.
Solo per dare una idea, i pernottamenti in provincia di Rimini (dove insiste Riccione) sono stati nel 2017, oltre 3 milioni e 800 mila contro i meno di 600 mila di Latina, c’è da imparare.


