Latina, la politica delle cose travolta dalle cose della politica

Latina, la politica delle cose travolta dalle cose della politica

27 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Poteva essere una carta, una carta che cambiava il corso della partita, è diventata una cosa da partita doppia, la politica, nata con Niccolo Machiavelli e la sua umana conoscenza, sostituita dalla ragioneria di Luca Pacioli con la sua aritmetica precisione. Un accordo politico passa per alimentare passioni collettive, mai speranze private. Nel primo caso è un “attacco” politico, nel secondo “una soluzione interna” .

Quando si fece il centrosinistra per far “digerire” l’impossibile (i socialisti nel governo con i preti) si inventarono le riforme di struttura: sanità universale, nazionalizzazioni, scuola per tutti. Grandi idee per superare la miseria di una prassi quotidiana che non serviva. E gli uomini? Vennero dopo, prima Cesare conquista la Gallia posi si da dittatore (io sto con Bruto e col Senato naturalmente, servirebbe la politica delle cose come dicevamo noi socialisti, la politica che cambia le vita delle persone ora e qui. Ecco un patto tra Lbc e Pd doveva nascere su un lungo confronto sulle cose, su come agire nel quotidiano e poi cercare le gambe con cui correre. Se nasce sulle gambe ogni gamba ha le sue ragioni perchè non c’è stata la selezione delle cose. Se il mio primo obiettivo è dare la cultura come nuova funzione del centro storico andrò a chiedere a Gabriele D’Annunzio, se è il sociale nel bisogno materiale è meglio Olivetti, se mi interessa la carità vado da Madre Teresa di Calcutta, se ho problemi di bilancio vado da Quintino Sella, se debbo cacciare i mercanti dal tempi vado dal successore di Cristo, se voglio le virtù fedeli vado dal generale dei gesuiti.

Se so cosa voglio, si capisce chi non può giocare in quel ruolo, se non ho il gioco sono tutti Messi.

Lo dico perché il fiorire di distinguo sia dentro il Pd sia dentro Lbc è questo, evitare la condivisione della città futura e le sue cose, per la gestione della società presente e i suoi mille limiti.

La politica delle cose, o le cose nella politica, il nodo è qui se si vuole fare una strategia politica e non una “chiusura” di consiliatura, insomma gestire il presente o vincere la prossima partita?