Treno dixit 27/ L’Umbria di Visari
28 Ottobre 2019C’è luce, ma non perché c’è stata una rivelazione divina, ma solo c’è l’ora legale. I treni sono nel caos, i segnalatori tra Cisterna e Campoleone fanno le bizze stamane. Il marinaio c’è, l’assessore arriva col presidente e il maresciallo? E’ affranto, non si fa capace. Dico: “per il ritardo del treno?”. “No, no, per Mauro Visari“.
Visari? “Si, ha ragione doveva essere assessore ed è questa la ragione della debacle della sinistra in Umbria“. Mi pare, ci pare grossa, l’assessore “ma dai…”. Il maresciallo lo stoppo: “zitto tu che stai al 5%, la Meloni ti ha doppiato”. Sta in forma il maresciallo aiutate di campo, ma come contrastarlo. “E dai, Visari è stato trattato male, doveva entrare in giunta”. Ma ci sono equilibri politici… “ma se non hai giocatori di fino, con i piedi buoni ti possono pure dare 10 palle gol, ma non segni”.
Quindi il sillogismo è… l’Umbria si spiega con Latina, tutto è Latina ed ha un senso, tanto è il non senso che è sovrano.
Poi il maresciallo ci pensa, lui comunista per la Giovannoli, lui comunista dissidente dalla giovannoli per il presidente sindaco di Sermoneta: ma non è che gli italiani non vogliono la sinistra?
O, mi so ricordato pure io di essere socialista e sbotto: ma è la sinistra che si deve far volere dagli italiani.
Poi penso alle fabbriche sole, penso alla fatica senza lavoro, ai miei scioperi alla rovescia: prima andavano a lavorare, per dignità, facevano la strada e solo dopo chiedevano il giusto. Ora? Reddito di cittadinanza, ozio per il reddito. Mio nonno era comunista e non chiedeva pane, ma lavoro per avere il pane, la mia generazione chiese pure il companatico, poi, perfino, le rose. Forse qui è l’Umbria.
Siamo a Roma, Termini il compagno “segnalatore” ci ha accompagnato a meta. L’assessore ha la maglia color sedile, è più vero sto piccolo mondo. Ma Visari? Ci dispiace.


